L’Italia si trova di fronte a una grave emergenza sanitaria causata da una carenza strutturale di infermieri e ostetriche, con oltre 65.000 professionisti mancanti secondo gli ultimi dati FNOPI 2025. Questo deficit drammatico aggrava il rapporto infermiere/paziente, fissato a 5,8 infermieri ogni 1.000 abitanti, ben al di sotto della media europea di 8,4, compromettendo seriamente la qualità dell’assistenza e aumentando il carico di lavoro per chi resta in servizio.
Una formazione intensa ma poco riconosciuta.
Gli infermieri, gli infermieri pediatrici e le ostetriche sono chiamati a completare un percorso formativo di 5.400 ore pari a 180 CFU, ovvero circa il 20% in più rispetto ad altre professioni sanitarie come fisioterapisti e tecnici di radiologia, che ne svolgono circa 4.500. Questa differenza deriva dalla Direttiva UE 2005/36/CE, che impone un carico minimo di 4.600 ore per il riconoscimento europeo dei titoli sanitari e che è stata recentemente aggiornata dalle Direttive UE 2024/782 e 2024/505, confermando la necessità di un monte ore elevato per gli infermieri e ostetriche. Tale formazione intensa comprende almeno tre anni accademici a tempo pieno, con un mix sostanziale di teoria e tirocini clinici supervisionati, che garantiscono competenze avanzate e diretta responsabilità clinica.
Disparità retributive ingiustificate.
Nonostante il carico formativo superiore e le responsabilità cliniche dirette, la remunerazione degli infermieri italiani resta tra le più basse d’Europa, attestandosi intorno ai 32.000 euro lordi annui, contro una media UE di 45.000 e i 55.000 della Germania. Dal punto di vista sindacale ed etico, questa disparità è inaccettabile e sottolinea l’urgenza di riforme contrattuali che riconoscano economicamente il ruolo cruciale di questi professionisti.
La FNOPI sostiene l’introduzione di un inquadramento nell’Area di Elevata Qualificazione (EQ) previsto dal CCNL Sanità 2019-2021, che valorizzi la complessità assistenziale e responsabilità clinica, accompagnata da percorsi di carriera strutturati e incentivi economici. È necessaria una revisione del sistema di classificazione e remunerazione che distingua chiaramente gli infermieri e ostetriche dal personale tecnico o amministrativo.
Una crisi strutturale che minaccia la tenuta del SSN.
La carenza è aggravata da un aumento costante di pensionamenti e abbandoni, con circa 10.000 infermieri che lasciano annualmente il servizio e un numero insufficiente di nuove leve: solo 16,4 nuovi laureati per 100.000 abitanti nel 2022, contro una media OCSE di quasi 45. Inoltre, le condizioni di lavoro pesanti, con turni massacranti, basso riconoscimento economico, limitate possibilità di crescita e rischi di aggressioni, stanno indebolendo ulteriormente l’attrattività della professione.
Le proiezioni indicano che entro il 2030 l’Italia potrebbe dover coprire un fabbisogno aggiuntivo tra 60.000 e 100.000 infermieri per allinearsi agli standard europei e garantire l’efficacia delle Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali e assistenza domiciliare, essenziali per la gestione delle cronicità in una popolazione in rapido invecchiamento.
Serve una visione riformatrice.
Il modello attuale, che sovraccarica fisicamente e economicamente chi assicura la presa in carico diretta del paziente, non è più sostenibile. Come ricordava nel 1990 l’allora Ministro della Salute Francesco De Lorenzo, ogni intervento straordinario deve essere accompagnato da una riforma strutturale di lungo periodo.
Oggi più che mai, è indispensabile un intervento che riconosca la professionalità, la complessità e l’impegno degli infermieri e delle ostetriche, valorizzandoli non solo con parole, ma con fatti concreti: formazione adeguata, carriera, tutele e retribuzioni all’altezza del loro ruolo chiave nel nostro sistema sanitario.
Fonti:
- https://www.insalutenews.it/in-salute/carenza-infermieri-litalia-perde-10mila-professionisti-lanno-report-gimbe/
- https://www.insalutenews.it/in-salute/carenza-infermieri-in-italia-nursing-up-mancano-175-000-professionisti-per-allinearsi-agli-standard-europei/
- https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=131472
- https://www.fnopi.it/wp-content/uploads/2025/03/Rassegna_GIMBE_25-28_marzo_2025_compressed.pdf
- https://msdsalute.it/approfondimenti/notizie/infermieri-italiani-sottopagati-e-in-fuga-il-1rapporto-fnopi-santanna-fotografa-una-crisi-strutturale/
- https://sanitaoggi.it/carenza-infermieri-allarme-per-il-2025-26-posti-limitati-e-pochi-giovani-in-entrata/
- https://www.doctor33.it/articolo/65112/infermieri-carenza-personale-ecco-i-numeri-della-professione-nel-datacorner-fnopi
- https://comunicazioneitaliana.it/news/ebd243d53791c226da00f74d7716dfdf
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