Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti che introducono tre nuovi percorsi di laurea magistrale. Ecco quali saranno i nuovi profili professionali, dove lavoreranno e cosa potranno prescrivere.
Novità in arrivo per la professione infermieristica. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca che riformano le classi di laurea delle professioni sanitarie, dal prossimo anno accademico prenderanno il via tre nuovi percorsi di laurea magistrale specialistica destinati agli infermieri.
L’obiettivo della riforma è rispondere ai nuovi bisogni del Servizio sanitario nazionale, rafforzando l’assistenza territoriale, le cure intensive e l’assistenza pediatrica e neonatale attraverso figure professionali con competenze avanzate.
I tre nuovi profili professionali
Le nuove lauree formeranno tre figure specialistiche destinate a operare in ambiti strategici della sanità.
Infermiere specialista in cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità
Questa figura sarà chiamata a coordinare e gestire i processi assistenziali rivolti a persone, famiglie e comunità. Il suo ruolo sarà particolarmente importante nell’ambito della sanità territoriale, con attività di prevenzione, educazione sanitaria e presa in carico dei pazienti cronici o fragili.
L’infermiere di famiglia e comunità lavorerà principalmente nei servizi territoriali, nelle Case di Comunità e nelle strutture dedicate all’assistenza di prossimità, contribuendo a ridurre il ricorso improprio agli ospedali.
Infermiere specialista in cure intensive e dell’emergenza
Il secondo percorso formerà professionisti specializzati nella gestione di pazienti in condizioni critiche o potenzialmente instabili. Saranno responsabili della presa in carico di persone di tutte le età che necessitano di monitoraggio continuo, supporto alle funzioni vitali e assistenza ad alta intensità di cura.
Questi professionisti troveranno impiego nei reparti di terapia intensiva, pronto soccorso, aree di emergenza-urgenza e in tutti i contesti ospedalieri ad alta complessità assistenziale.
Infermiere specialista in cure neonatali e pediatriche
La terza specializzazione sarà dedicata all’assistenza di neonati, bambini, adolescenti e giovani adulti. Il professionista seguirà i pazienti sia in condizioni di salute sia in presenza di patologie, cronicità o situazioni di fragilità sociale.
Potrà operare nei reparti pediatrici e neonatali, negli ambulatori specialistici, nei servizi territoriali e nelle strutture dedicate alla tutela della salute infantile.
Cosa potranno prescrivere gli infermieri
Tra le novità più rilevanti introdotte dalla riforma c’è la possibilità, per gli infermieri in possesso della laurea magistrale specialistica, di prescrivere direttamente dispositivi, ausili e presidi collegati all’assistenza infermieristica.
Si tratta di strumenti e materiali necessari per la gestione e la continuità delle cure, che potranno essere indicati senza il passaggio preventivo dal medico.
Resta invece esclusa la prescrizione di farmaci e la formulazione di diagnosi cliniche, competenze che continuano a essere riservate alla professione medica.
Formazione pratica e tirocini
I nuovi corsi di laurea prevedono una forte componente pratica. I percorsi includeranno almeno 30 crediti formativi universitari specificamente dedicati all’area specialistica scelta.
I tirocini potranno essere svolti in ospedali, strutture territoriali, comunità assistenziali, università, istituti di ricerca e altri servizi sanitari. Gli studenti saranno affiancati da tutor professionali qualificati e parteciperanno a sessioni di briefing, supervisione, analisi di casi clinici e attività di debriefing per consolidare le competenze acquisite sul campo.
Una riforma che punta a rafforzare il sistema sanitario
L’introduzione delle nuove lauree specialistiche rappresenta un passo importante verso una maggiore valorizzazione delle competenze infermieristiche. L’obiettivo è creare professionisti sempre più preparati ad affrontare le sfide della sanità moderna, migliorando la qualità dell’assistenza e rafforzando la risposta ai bisogni di salute della popolazione.
La riforma si inserisce inoltre nel più ampio processo di potenziamento della sanità territoriale e di sviluppo di modelli assistenziali multidisciplinari, considerati fondamentali per garantire cure più vicine ai cittadini e una migliore gestione delle cronicità.
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