L’emergenza infermieristica in Italia è ormai una realtà drammatica che mette a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria e la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Lo denuncia con nettezza la senatrice Barbara Guidolin, del Movimento 5 Stelle e commissaria della Commissione Affari Sociali, che sottolinea l’inerzia del Governo Meloni e del ministro Schillaci.
Dati preoccupanti e carenza crescente.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Italia mancano circa 70.000 infermieri. Il problema si aggrava per la difficoltà delle facoltà di Infermieristica ad attrarre nuovi studenti: quest’anno il numero di domande di ammissione non ha raggiunto nemmeno i posti disponibili, segno di un calo d’interesse verso la professione.
Un dato di fondo che conferma quanto già evidenziato da più fonti autorevoli (GIMBE, FNOPI, OCSE):
- Il rapporto infermieri/popolazione è tra i più bassi in Europa, con circa 5,1-6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti (media UE 8,4);
- Oltre il 50% degli infermieri ha più di 50 anni e la metà andrà in pensione entro il prossimo decennio;
- Solo circa 16,4 nuovi laureati infermieri ogni 100.000 abitanti entrano nel sistema, molto meno della media OCSE di quasi 45;
- In Italia il personale infermieristico percepisce stipendi molto più bassi rispetto alla media europea, con una perdita di potere d’acquisto fino a 10-16 mila euro nei 35-40 anni di carriera.
Le richieste di Guidolin e le mancate risposte.
La senatrice Guidolin si schiera al fianco del sindacato Nursind e di quanti chiedono interventi urgenti per valorizzare la professione infermieristica, migliorare la qualità dell’assistenza, ridurre le liste d’attesa e scongiurare il rischio di collasso del SSN. Tra le proposte emergenti vi sono:
- Incremento dell’indennità di specificità per aumentare la retribuzione in busta paga;
- Miglior regolamentazione e compensazione di turni notturni, festivi e straordinari, con detassazione;
- Riconoscimento del lavoro usurante per gli infermieri;
- Introduzione di percorsi di carriera e incentivi economici basati sulla responsabilità e complessità assistenziale.
Nonostante l’allarme sempre più forte, la risposta del Governo è giudicata insufficiente, con riforme percepite come propaganda più che azioni concrete.
Un’emergenza che richiede coraggio e visione.
La situazione attuale richiede una visione di sistema e interventi strutturali, non solo interventi tampone. Solo così sarà possibile invertire la tendenza e garantire la presenza di personale qualificato, motivato e adeguatamente retribuito. Altrimenti, la qualità delle cure rischia di scendere pericolosamente, con gravi conseguenze per la salute di tutti.
Barbara Guidolin lancia quindi un appello urgente al Governo Meloni e al ministro Schillaci: agire subito, prima che sia troppo tardi.
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