Dal prossimo anno accademico debuttano i nuovi percorsi in Cure Primarie, Emergenza e Pediatria. Il MUR fissa le date delle prove di accesso.
Con l’anno accademico 2026/2027 prende ufficialmente il via una delle più importanti riforme della formazione infermieristica degli ultimi anni. Dopo la pubblicazione dei decreti ministeriali che hanno istituito le nuove lauree magistrali specialistiche, sono già 14 gli Atenei italiani pronti ad attivare i nuovi percorsi, offrendo agli infermieri la possibilità di acquisire competenze cliniche avanzate in ambiti altamente specialistici.
Nel frattempo, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha reso note anche le date delle prove di ammissione. I test per accedere ai corsi di laurea triennale in Infermieristica si svolgeranno il 16 e 17 settembre 2026, mentre quelli per le nuove lauree magistrali specialistiche sono stati fissati per il 5 e 7 ottobre 2026.
Tre nuove specializzazioni per rispondere ai bisogni della sanità.
La riforma introduce tre nuovi percorsi magistrali specialistici dedicati a:
Cure Primarie e Infermieristica di Famiglia e di Comunità;
Cure Intensive ed Emergenza;
Cure Neonatali e Pediatriche.
Le nuove lauree affiancheranno la tradizionale Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, che continuerà a rappresentare il percorso di riferimento per la formazione manageriale, organizzativa, didattica e della ricerca.
Cure Primarie, il percorso più richiesto dagli Atenei.
Dalle prime adesioni emerge chiaramente come il corso in Cure Primarie e Infermieristica di Comunità sia quello che sta riscuotendo il maggiore interesse da parte delle università italiane.
Una scelta che riflette l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, sempre più orientato verso l’assistenza territoriale, la gestione della cronicità, l’invecchiamento della popolazione e la presa in carico delle persone direttamente sul territorio.
Secondo i dati disponibili, saranno attivati:
12 corsi dedicati alle Cure Primarie e Infermieristica di Comunità;
9 corsi nelle Cure Intensive ed Emergenza;
5 corsi nelle Cure Neonatali e Pediatriche.
Le sedi saranno distribuite in maniera abbastanza uniforme lungo tutta la penisola, con una leggera prevalenza nelle regioni del Centro-Nord.
Una professione sempre più specializzata.
L’obiettivo della riforma è quello di valorizzare una professione che negli ultimi anni è profondamente cambiata e che richiede competenze sempre più avanzate.
Gli infermieri potranno infatti scegliere un percorso di alta formazione coerente con il proprio ambito professionale, sviluppando competenze cliniche specifiche nella gestione dei pazienti cronici, nelle cure intensive, nell’emergenza-urgenza oppure nell’assistenza neonatale e pediatrica.
Si tratta di un cambiamento destinato ad avvicinare ulteriormente il sistema sanitario italiano agli standard formativi europei e internazionali.
FNOPI: “Non possono essere tutti uguali”.
La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche sottolinea come la nascita delle lauree magistrali specialistiche rappresenti una risposta concreta alle nuove esigenze della sanità moderna.
«Non possiamo più pensare che 462 mila infermieri siano tutti uguali. Il cittadino ha bisogno di un’équipe composta da professionisti con competenze specialistiche diverse e ben definite», evidenzia la FNOPI.
Un messaggio che sintetizza la filosofia della riforma: costruire un’infermieristica sempre più competente, specializzata e capace di rispondere ai bisogni di salute di una popolazione in continua evoluzione.
Una svolta per il futuro della professione.
L’avvio delle nuove lauree magistrali specialistiche rappresenta una svolta storica per la professione infermieristica italiana. L’introduzione di percorsi dedicati consentirà di formare professionisti con competenze altamente qualificate, migliorando l’assistenza ai cittadini e offrendo nuove opportunità di crescita professionale agli infermieri che desiderano investire nella propria formazione.
L’anno accademico 2026/2027 segnerà così l’inizio di una nuova fase per l’università italiana e per una professione chiamata ad affrontare le sfide sempre più complesse della sanità del futuro.
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