La formazione universitaria degli infermieri entra in una nuova fase. Con l’avvio dell’anno accademico 2026/2027 prende forma il nuovo sistema delle Lauree Magistrali a indirizzo specialistico, un passaggio destinato a modificare profondamente il ruolo dell’infermiere all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Dopo l’istituzione dei nuovi percorsi formativi, gli atenei italiani stanno progressivamente ufficializzando la propria offerta didattica, in vista delle prove di ammissione previste nel mese di ottobre 2026.
La riforma nasce con l’obiettivo di sviluppare professionisti infermieri con competenze avanzate, capaci di operare in ambiti clinici sempre più complessi e in linea con l’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione: dall’invecchiamento alla cronicità, dalla gestione del paziente critico all’assistenza pediatrica e neonatale.
Tre nuovi indirizzi specialistici per l’infermieristica del futuro.
Il nuovo modello introduce tre percorsi magistrali specialistici:
1. Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità.
È il percorso maggiormente collegato alla trasformazione dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 e dallo sviluppo delle nuove reti di prossimità.
L’infermiere formato attraverso questo indirizzo sarà chiamato a sviluppare competenze avanzate nella:
- presa in carico delle persone con patologie croniche;
- gestione dei percorsi assistenziali territoriali;
- educazione sanitaria e prevenzione;
- continuità ospedale-territorio;
- coordinamento degli interventi assistenziali nella comunità.
Una figura destinata ad avere un ruolo centrale nelle Case della Comunità, nell’assistenza domiciliare integrata e nei nuovi modelli organizzativi della sanità territoriale.
2. Cure intensive e nell’Emergenza.
Il secondo indirizzo è rivolto agli infermieri che operano o intendono operare nei contesti ad alta complessità assistenziale.
La formazione sarà orientata allo sviluppo di competenze avanzate nell’assistenza al paziente critico, nei reparti di:
- Terapia intensiva;
- Pronto soccorso;
- Emergenza-urgenza;
- Aree ad alta intensità di cura.
Un percorso che risponde anche alla crescente necessità di valorizzare professionalità infermieristiche specializzate nella gestione delle situazioni cliniche più complesse.
3. Cure neonatali e pediatriche.
Il terzo indirizzo riguarda un settore altamente specialistico: l’assistenza al neonato, al bambino e all’adolescente.
Il percorso punta a formare infermieri con competenze specifiche nei bisogni assistenziali pediatrici, nei percorsi ospedalieri dedicati e nella gestione delle condizioni cliniche proprie dell’età evolutiva.
La mappa degli atenei: 14 università coinvolte e 26 corsi previsti.
La distribuzione nazionale è ancora in fase di aggiornamento, ma secondo la ricognizione disponibile sono 14 gli atenei italiani coinvolti e 26 i corsi complessivamente previsti.
Tra le università che hanno già definito la propria offerta figurano:
| Ateneo | Cure primarie e IFeC | Cure intensive ed Emergenza | Cure neonatali e pediatriche |
|---|---|---|---|
| Università Politecnica delle Marche – Ancona | Sì | Sì | No |
| Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore) | Sì | No | No |
| Sapienza Università di Roma | Sì | Sì | Sì |
| Università degli Studi di Milano | Sì | Sì | Sì |
| Università degli Studi di Torino | N.D. | Sì | N.D. |
La fotografia attuale è destinata ad ampliarsi con la pubblicazione dei nuovi bandi universitari e con la definizione definitiva dei posti disponibili.
A ottobre 2026 le prove di accesso.
Il prossimo appuntamento per gli infermieri interessati alla nuova formazione specialistica sarà rappresentato dalle prove di ammissione previste nel mese di ottobre 2026.
Ogni università pubblicherà il proprio bando con le informazioni relative a:
- numero dei posti disponibili;
- requisiti di accesso;
- modalità di iscrizione alla selezione;
- data e modalità della prova;
- organizzazione del corso.
Gli aspiranti studenti dovranno quindi monitorare costantemente i siti ufficiali degli atenei scelti.
Una svolta per il riconoscimento delle competenze avanzate.
L’introduzione delle lauree magistrali specialistiche rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia recente della formazione infermieristica italiana.
Per anni il mondo professionale ha evidenziato la necessità di superare un modello basato prevalentemente sulla formazione generalista, introducendo percorsi capaci di riconoscere maggiormente le competenze cliniche avanzate.
La nuova architettura formativa punta quindi a creare infermieri specialisti in grado di assumere responsabilità crescenti nella gestione dei percorsi assistenziali.
Un cambiamento che potrebbe avere ricadute anche sul piano organizzativo e contrattuale, aprendo il dibattito sul riconoscimento delle nuove competenze attraverso ruoli, funzioni e valorizzazioni economiche dedicate.
Non tutti gli atenei partiranno nel 2026/2027.
Il nuovo sistema non entrerà contemporaneamente in tutte le università italiane.
Alcuni atenei hanno scelto di rinviare l’attivazione dei corsi al successivo anno accademico, così da poter predisporre adeguatamente:
- programmi didattici;
- strutture formative;
- laboratori;
- reti per i tirocini clinici avanzati.
Tra questi figura l’Università degli Studi di Firenze, che ha previsto l’avvio dei tre indirizzi specialistici nell’anno accademico 2027/2028.
| Ateneo | Anno previsto | Cure primarie e IFeC | Cure intensive ed Emergenza | Cure neonatali e pediatriche |
|---|---|---|---|---|
| Università degli Studi di Firenze | 2027/2028 | Sì | Sì | Sì |
Altri atenei potrebbero aggiungersi nei prossimi mesi, ampliando ulteriormente la presenza territoriale dei nuovi percorsi.
Infermieri specialisti: una nuova fase per la professione.
La nascita delle Lauree Magistrali Specialistiche segna un passaggio culturale prima ancora che universitario.
L’infermiere del futuro sarà sempre più chiamato a integrare competenze cliniche avanzate, capacità decisionali, gestione dei percorsi assistenziali e presa in carico globale della persona.
In un sistema sanitario alle prese con carenza di personale, aumento della complessità assistenziale e necessità di rafforzare il territorio, la formazione specialistica rappresenta una delle principali leve per ridisegnare il ruolo dell’infermiere nel Servizio sanitario nazionale.
Il 2026/2027 potrebbe quindi rappresentare l’inizio di una nuova stagione: quella dell’infermiere specialista, protagonista nei nuovi modelli di cura e nelle sfide della sanità dei prossimi anni.
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