La professione infermieristica è da sempre considerata la più significativa nell’ambito delle professioni sanitarie, non solo per la sua natura polivalente, ma soprattutto perché costituisce il pilastro su cui si fonda l’intero sistema sanitario. Essere infermieri richiede una solida motivazione al sacrificio, conoscenze medico-sanitarie, capacità tecnico-organizzative finalizzate alla pianificazione e all’esecuzione degli interventi assistenziali; flessibilità e adattabilità; capacità di operare in autonomia; affidabilità, precisione e pazienza; spirito di tolleranza e coesione con il personale, nonché una profonda empatia nel comprendere gli altri e nell’ascoltarli attentamente, evitando risposte sgarbate che possano ferire o dare un’immagine distorta della professione.
Negli ultimi anni, su tutto il territorio nazionale, con particolare intensità nel Sud Italia, sono emerse diverse criticità riconducibili a molteplici fattori che hanno consolidato le principali difficoltà: una ridotta attrattività della professione infermieristica, che fatica a individuare soluzioni efficaci per ristabilire la dignità professionale e contrattuale. Dal punto di vista lavorativo e organizzativo, gli infermieri si trovano frequentemente a gestire un carico crescente di responsabilità e un elevato numero di pazienti, con conseguenti rischi di errore. I turni di lavoro intensi compromettono l’equilibrio tra vita professionale e familiare, alimentando la percezione della categoria più come forza lavoro che come professionisti qualificati. Sul piano economico permangono difficoltà nella definizione di un contratto specifico per le professioni sanitarie finalizzato all’uscita dall’attuale comparto; al contrario, sembra prevalere la volontà di contenere al minimo le risorse destinate agli infermieri, sia in termini di personale sia economici. Tale approccio porterà inevitabilmente a una riduzione numerica del personale, con impatti negativi sulla qualità dell’assistenza sanitaria. Parallelamente, si osserva come l’azione politica continui a privilegiare principalmente la tutela degli interessi e delle posizioni di potere senza dedicare adeguata attenzione alle difficoltà e alle sofferenze della popolazione.
Forse si fatica ancora a capire le attività che sono a capo dell’infermiere. Ecco una sintesi delle principali attività svolte dall’infermiere nel contesto professionale: assiste pazienti feriti, malati, in convalescenza e disabili durante visite mediche e terapie. Somministra le cure prescritte dai medici e monitora costantemente lo stato di salute del paziente nonché l’andamento delle terapie. Partecipa attivamente all’identificazione dei bisogni di salute dell’individuo e della collettività, svolgendo attività di collaborazione. Identifica autonomamente i bisogni assistenziali infermieristici a livello individuale e collettivo, formulando gli obiettivi specifici. Analizza i bisogni fisici, psicologici e sociali di ciascun paziente, pianificando, gestendo e valutando gli interventi infermieristici in base alle necessità rilevate. Opera sia in modo autonomo sia in collaborazione con altri operatori sanitari e sociali, avvalendosi, quando necessario, del supporto del personale ausiliario.
Affinché questa professione possa evolversi, è fondamentale partecipare attivamente, in ogni contesto territoriale, all’organizzazione e alla programmazione del lavoro insieme alle altre figure professionali, al fine di contribuire efficacemente all’adeguamento delle normative nazionali, regionali e aziendali. Tale coinvolgimento consente inoltre di collaborare attivamente, evitando l’applicazione di regolamenti imposti dall’alto che non riflettano la realtà operativa quotidiana dei vari settori.
Questa rappresenta l’unica via percorribile per restituire attrattività alla professione infermieristica; in caso contrario, si assisterà a un progressivo peggioramento della situazione, con una diminuzione della qualità dell’assistenza a discapito dei pazienti. È probabile che l’obiettivo sia il passaggio a un sistema sanitario privato e il ripristino delle vecchie mutue. Altrimenti, risulta incomprensibile l’atteggiamento di lassismo manifestato sia dalle istituzioni sia dall’opinione pubblica, che fatica a riconoscere la realtà quotidiana nonostante le morti evitabili e le lunghe attese diffuse su tutto il territorio.
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