Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha offerto un’occasione unica per innovare il nostro sistema sanitario, puntando su figure chiave come l’infermiere di comunità. Questo professionista è pensato per operare in autonomia sul territorio, dalle Case della Comunità direttamente al domicilio del paziente, con un obiettivo chiaro: prevenire, assistere ed educare. L’infermiere di comunità dovrebbe diventare un punto di riferimento continuativo per la salute dei cittadini, lavorando in sinergia con medici di base, assistenti sociali e altre figure professionali.
Tuttavia, nonostante le promesse sulla carta, il progetto non decolla.
A sottolineare i gravi ritardi è Gennaro Mona, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Caserta. “La figura dell’infermiere di comunità per sua stessa natura culturale porta a superare il concetto tradizionale di ‘cura solo in risposta alla malattia’,” afferma Mona. “Promuove invece una relazione di prossimità, costruita sulla fiducia, la conoscenza del contesto sociale e familiare, e una presa in carico globale.”
È una visione di sanità che esce dagli ospedali ed entra nelle famiglie, ponendo al centro la prevenzione, l’educazione e l’autodeterminazione del paziente.
Perché questo ruolo cruciale possa esprimere il suo potenziale, è necessario che le previsioni del PNRR vengano concretamente attuate. Questo include, innanzitutto, il rispetto della dotazione standard di infermieri specificata per ogni distretto: almeno un Infermiere di Famiglia e Comunità ogni 2.500 abitanti. Una soglia essenziale per garantire la capillarità e l’efficacia del servizio.
Gennaro Mona conclude rimarcando la necessità impellente di raggiungere i tre obiettivi principali delineati dal DM 77 del 2022: “portare i servizi vicino al cittadino superando la frammentazione tra sanitario e sociale, garantire continuità, personalizzazione e partecipazione del paziente nel proprio percorso di cura.”
Senza un’azione concreta e rapida, il progetto dell’infermiere di comunità rischia di rimanere solo una buona intenzione, privando i cittadini di un servizio essenziale per una sanità più vicina e attenta ai loro bisogni.
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