Nella giornata di ieri, secondo quanto riferito, un ragazzo che stava giocando a padel a Napoli si sarebbe improvvisamente accasciato a terra, presentando assenza di polso e un quadro compatibile con fibrillazione ventricolare.
Provvidenziale sarebbe stato l’intervento di Natascia Maraniello, infermiera dell’AORN Antonio Cardarelli, che in quel momento stava partecipando a una partita di padel presso la struttura sportiva. L’infermiera avrebbe immediatamente riconosciuto la gravità della situazione intervenendo con le prime manovre salvavita e utilizzando il defibrillatore per effettuare la defibrillazione/cardioversione.
Determinante sarebbe stata la prontezza dell’infermiera che, nel corso della propria esperienza professionale, avrebbe maturato competenze anche presso l’UTIC dell’AORN Antonio Cardarelli, riuscendo così a intervenire rapidamente e a gestire le fasi più critiche dell’emergenza in attesa dei soccorsi.
Secondo quanto appreso, il ragazzo risulterebbe attualmente ricoverato presso il reparto di Cardiologia dell’AORN Antonio Cardarelli e, allo stato, parrebbe essere fuori pericolo.
Una vicenda che richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale delle professioni sanitarie e sulle competenze maturate nei contesti di emergenza-urgenza.
In una fase storica in cui, anche nel dibattito pubblico, non mancano polemiche e posizioni critiche rispetto all’ampliamento delle competenze infermieristiche, episodi come questo riportano l’attenzione sulla realtà quotidiana vissuta nei reparti e nelle emergenze: infermieri, medici e operatori sanitari concorrono insieme, ciascuno secondo le proprie competenze professionali e responsabilità, alla tutela della vita e della salute delle persone.
La tempestività, la formazione e la capacità di intervenire nei primi minuti di un arresto cardiaco possono fare la differenza tra la vita e la morte.
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