Fino a 3.300 euro l’anno per gli studenti di Infermieristica. È questa una delle principali misure introdotte da alcune Regioni italiane per sostenere il percorso universitario nelle professioni sanitarie e affrontare la crescente carenza di infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale.
Friuli Venezia Giulia e Veneto sono tra le prime amministrazioni ad aver attivato interventi strutturati di sostegno economico, con l’obiettivo non solo di favorire l’accesso agli studi, ma anche di trattenere i giovani professionisti nei rispettivi territori.
Una risposta alla crisi delle vocazioni sanitarie.
Negli ultimi anni, il numero di immatricolazioni ai corsi di laurea in Infermieristica ha subito un calo significativo. Le cause sono molteplici: carichi di lavoro elevati, stipendi percepiti come non adeguati rispetto alle responsabilità e una crescente attrattività di sistemi sanitari esteri, come quello svizzero, che offrono condizioni economiche più vantaggiose.
Questa dinamica ha aggravato la carenza di personale infermieristico negli ospedali italiani, spingendo le Regioni a intervenire non più soltanto sul reclutamento a laurea conseguita, ma direttamente sulla fase formativa.
L’obiettivo è chiaro: sostenere economicamente gli studenti fin dall’inizio del percorso universitario per garantire nuove forze al sistema sanitario pubblico.
Friuli Venezia Giulia: assegni fino a 3.300 euro.
Tra le misure più significative spicca quella della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha stanziato oltre tre milioni di euro per il periodo 2025-2027, in collaborazione con le Università di Udine e Trieste e con gli ordini professionali degli infermieri.
Il piano prevede l’erogazione di un assegno annuale fino a 3.300 euro per gli studenti iscritti al corso di laurea in Infermieristica che rispettano determinati requisiti.
Il contributo è pensato per coprire spese di vitto, alloggio e materiale didattico, riducendo il peso economico delle famiglie e rendendo più attrattiva la scelta del percorso formativo.
Requisiti e vincoli: merito e impegno nel territorio.
L’accesso e il mantenimento del beneficio sono legati a precise condizioni.
Da un lato è richiesto il rispetto di criteri di merito, con il conseguimento di almeno il 50% dei crediti formativi universitari entro il 30 settembre dell’anno accademico di riferimento. Il mancato raggiungimento comporta la perdita del beneficio per l’annualità.
Dall’altro, il programma prevede un impegno verso il sistema sanitario regionale: gli studenti si impegnano a partecipare, una volta laureati, alle procedure di selezione del Servizio Sanitario Regionale entro tre anni dal conseguimento del titolo.
Si tratta di un meccanismo pensato per garantire un ritorno dell’investimento pubblico sul territorio.
Veneto: voucher e borse di studio per le professioni sanitarie.
Anche il Veneto ha avviato iniziative analoghe nell’ambito del Programma FSE+ 2021-2027, attraverso la Deliberazione della Giunta Regionale n. 645 del 2025.
Il provvedimento prevede l’istituzione di un fondo dedicato all’erogazione di voucher e borse di studio per gli studenti del corso di laurea in Infermieristica presso gli atenei del territorio, tra cui le Università di Padova e Verona e il polo di Adria dell’Università di Ferrara.
A differenza del modello friulano, il Veneto ha introdotto un forte legame con la formazione pratica: l’accesso ai contributi è subordinato al superamento dei tirocini clinici previsti nei diversi anni di corso.
Un approccio che punta a valorizzare non solo il percorso teorico, ma anche le competenze operative sul campo.
Orientamento e informazione: intercettare gli studenti prima dell’università.
Accanto agli incentivi economici, le Regioni stanno investendo anche sull’orientamento scolastico.
L’obiettivo è raggiungere gli studenti già durante le scuole superiori, attraverso incontri informativi, testimonianze di professionisti sanitari e attività di sensibilizzazione nelle classi.
Si tratta di una strategia mirata a superare gli stereotipi sulla professione infermieristica e a promuovere una maggiore consapevolezza sulle opportunità lavorative e formative del settore.
Un investimento sul futuro della sanità.
Le nuove misure regionali rappresentano un segnale chiaro: la formazione degli infermieri è diventata una priorità strategica per la tenuta del sistema sanitario.
Sostenere economicamente gli studenti, accompagnarli nel percorso universitario e incentivarne la permanenza nel sistema pubblico significa investire direttamente sulla qualità dell’assistenza futura.
In un contesto segnato da carenze di personale e crescente domanda di servizi sanitari, queste politiche si configurano come uno dei primi tentativi strutturali di risposta alla crisi delle professioni infermieristiche in Italia.
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