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Paura nella notte a Borgo Incoronata, frazione di Foggia, dove una squadra del 118 in servizio di emergenza-urgenza si è trovata faccia a faccia con una scena surreale: nei pressi della postazione, due individui col volto coperto e presumibilmente armati hanno avvicinato l’ambulanza, dichiarando «Non ce l’abbiamo con voi» e invitando gli operatori sanitari a non temere. Tuttavia, la squadra – composta da autista, soccorritore e infermiera – ha ritenuto più sicuro rientrare nella sede base, chiedendo il supporto di un altro mezzo per gli interventi successivi.
Un’emergenza nell’emergenza: sicurezza a rischio per il personale 118.
L’episodio, avvenuto la scorsa notte e denunciato dagli stessi operatori, evidenzia una tendenza sempre più inquietante: presidii sanitari e mezzi di soccorso diventano bersaglio o marginali spettatori di fenomeni criminali. Il furto di ambulanze, l’assalto a veicoli e le aggressioni ad equipaggi sono realtà che minano la continuità assistenziale e il diritto alla sicurezza di chi lavora nell’urgenza. Nelle campagne tra Foggia e Borgo Incoronata, il fenomeno dei furti e delle intimidazioni legate all’attività del 118 ha già costretto le istituzioni sanitarie e di pubblica sicurezza a valutare l’installazione di sistemi di videosorveglianza e collegamenti rapidi alle forze dell’ordine.
Precedenti e clima di insicurezza: dati e testimonianze.
Non è il primo episodio del genere: tra il 2019 e il 2020 si sono registrati numerosi furti e tentativi di furto di veicoli riconducibili a infermieri e operatori sanitari di Borgo Incoronata. A gennaio 2021 ignoti rubarono persino un’ambulanza, poi ritrovata priva di attrezzature e oggetti personali dei sanitari. Negli ultimi mesi, inoltre, si è verificata una costante escalation di atti violenti e minacce, che spesso costringono i soccorritori ad allontanarsi dalla scena per timore di ritorsioni.
Reazioni istituzionali e nuove misure di protezione.
La Prefettura di Bari, in seguito ai ripetuti episodi che hanno colpito personale medico e infermieristico in Puglia, ha recentemente siglato un protocollo per rafforzare canali di comunicazione diretta tra le strutture sanitarie e le forze dell’ordine. Obiettivo: garantire interventi rapidi e coordinati e inserire i presidi sanitari nei piani di controllo del territorio. Tra le misure previste figurano il coinvolgimento di ex agenti ed ex carabinieri come supporto volontario e la valorizzazione della collaborazione tra Arma, polizia e personale sanitario.
“Tutelare la sicurezza di chi si prende cura della nostra salute è un dovere morale e istituzionale”, ha dichiarato il Prefetto, sottolineando l’impegno continuo delle istituzioni affinché il personale non sia mai lasciato solo.
Gli operatori: tra vocazione e paura, la richiesta di rispetto.
Associazioni di categoria e sindacati ribadiscono: «Attaccare chi soccorre è un’aggressione all’intera collettività». Ogni episodio di violenza o intimidazione non solo ferisce le vittime dirette, ma mette a rischio la tempestività e l’efficacia della risposta sanitaria per tutta la comunità. Salvaguardare la sicurezza degli operatori del 118 vuol dire garantire un servizio essenziale per la vita delle persone, specie nelle aree rurali e periferiche dove a volte il 118 rappresenta l’unico presidio sanitario presente.

