contatore visite gratuito
Ultime notizie!
12 Dic 2025, Ven

Il sacrificio di Rosa, OSS pugliese: lascia la sua terra per un futuro migliore in Emilia Romagna.

Condividi contenuto

Ascolta l'articolo

Rosa è un’Operatrice Socio Sanitaria (OSS) della Puglia che ha deciso di lasciare il proprio territorio, la famiglia e i suoi due figli minori per cercare lavoro e dignità in Emilia Romagna. Una scelta difficile, dettata da una realtà drammatica: in Puglia non riusciva a trovare un impiego stabile e dignitoso.

Separata da anni, Rosa ha affidato i suoi figli ai genitori anziani, affrontando ogni giorno la solitudine e il dolore della lontananza. La domanda che si pone è semplice ma straziante: continuare a fare la fame nella sua terra natale o tentare la fortuna al Nord, dove almeno le condizioni lavorative sono migliori.

In Emilia Romagna ha trovato una casa, il vitto garantito e uno stipendio di 1600 euro al mese, molto più di quanto guadagnava fino a qualche tempo fa lavorando in nero in una farmacia nel suo paese, con un compenso di solo 800 euro. Nonostante il miglioramento economico, ogni sera Rosa piange e sente la mancanza profonda dei suoi affetti, dei figli e degli amici.

Rosa maledice la sua terra che non offre opportunità e paghe adeguate a chi, come lei, lavora nel campo socio-sanitario. Per lei la migrazione interna è stata una scelta obbligata, un sacrificio fatto per garantire un futuro di dignità e sicurezza ai suoi bambini.

Nonostante tutto, Rosa continua a sperare. Il suo sogno è tornare un giorno in Puglia per vivere accanto ai suoi cari e soprattutto per poter lavorare stabilmente grazie al mega-Concorso per OSS attualmente in fase di preparazione. Quel bando rappresenta per lei e per tanti altri una promessa di riscatto per la sua terra, affinché nessun operatore socio sanitario debba più scegliere tra pietà e dignità.

La storia di Rosa è quella di tanti OSS meridionali che, pur amando il proprio paese, sono costretti a emigrare per sopravvivere. Il suo percorso mette in luce le difficoltà di un’intera categoria professionale e la necessità di politiche serie che valorizzino la figura dell’OSS e migliorino le condizioni lavorative nelle regioni dove il bisogno di assistenza è sempre più alto.

Autore