A cura del Dott. Giulio Ianzano Infermiere Coordinatore Psichiatria – Policlinico Foggia e Docente UniFG
La salute mentale nell’età evolutiva rappresenta oggi una sfida cruciale per il sistema sanitario. In un contesto in cui il malessere giovanile è in costante aumento — con disturbi di ansia e depressione raddoppiati negli ultimi due anni a causa di fattori globali come la pandemia e lo stress socio-economico — il ruolo dell’infermiere emerge come figura cardine all’interno dell’equipe multidisciplinare di Neuropsichiatria Infantile (NPI).
L’Evoluzione Storica e l’Equipe Multidisciplinare.
Il percorso della salute mentale in Italia ha subito trasformazioni profonde, passando dalla Legge 36 del 1904, che connotava i manicomi come luoghi di contenimento, alla rivoluzionaria Legge 180/1978. Oggi, l’approccio in NPI è rigorosamente d’equipe: l’infermiere collabora strettamente con neuropsichiatri, psicologi, educatori, logopedisti e tecnici della riabilitazione. La presa in carico non riguarda solo il bambino (0-18 anni), ma l’intero nucleo familiare e il contesto relazionale, inclusa la scuola.
Indagare il Ruolo Infermieristico: una Ricerca su PubMed.
Per definire con precisione il contributo infermieristico, è stata condotta una revisione della letteratura sulle principali banche dati internazionali, come PubMed e Cochrane Library. Utilizzando stringhe di ricerca specifiche (es. ‘Child Neuropsychiatry’ AND ‘Nurse’), sono stati selezionati 7 articoli recenti (dal 2009 al 2023) che delineano tre macroaree d’intervento:
- Screening e Osservazione:
- L’infermiere gioca un ruolo fondamentale nell’identificazione precoce dei segnali di allarme, come il ritiro sociale, il calo del rendimento scolastico o cambiamenti repentini nel comportamento.
- Strumenti come il questionario ESSENCE-Q permettono agli infermieri di individuare rischi di disturbi del neurosviluppo.
- La ricerca evidenzia come l’osservazione infermieristica possa contribuire a prevedere lo sviluppo di disturbi come quello bipolare o il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) con anni di anticipo.
- Trattamento Psicoeducativo e Farmacologico:
- L’infermiere è responsabile della somministrazione dei farmaci e, soprattutto, della psicoeducazione rivolta al paziente e alla famiglia.
- In casi complessi come l’anoressia nervosa, l’infermiere monitora il paziente mentre il terapeuta supporta i genitori, dimostrando l’efficacia di interventi focalizzati sulla famiglia.
- Formazione e Competenze:
- La letteratura internazionale (Stati Uniti, Giappone) mostra che un’adeguata formazione può ridurre le difficoltà degli infermieri nel sostenere genitori con gravi malattie mentali.
- In Italia, sebbene l’infermiere operi principalmente in equipe, si avverte la necessità di un riconoscimento professionale più specifico attraverso lauree magistrali di settore in Salute Mentale.
Il disagio giovanile, che colpisce un adolescente su sette a livello globale, richiede interventi organici e integrati. L’infermiere in NPI non è solo un esecutore di cure, ma un “agente di transizione” capace di intercettare precocemente il bisogno e guidare la famiglia verso i percorsi diagnostici corretti. Come sottolineato dall’OMS, la diagnosi precoce è l’unica via per evitare l’istituzionalizzazione e garantire ai giovani un armonioso progetto di vita.
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