Roma - Il Presidente Sergio Mattarella con Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), alla cerimonia in occasione del centenario della giornata internazionale dell’infermiere, oggi 12 maggio 2026 (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il grazie di Mattarella agli infermieri: “Professione crocevia di alti valori umani”.
Mangiacavalli (FNOPI): «Oggi passato e futuro si incontrano. Solo con competenze avanzate possiamo rispondere alle sfide della salute».
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto oggi, per la prima volta in assoluto in Italia, alle celebrazioni italiane della Giornata internazionale dell’Infermiere.

L’evento, alla presenza di numerose autorità, esponenti del mondo della scienza e della salute e dei presidenti dei 102 Ordini professionali delle professioni infermieristiche, è stato aperto dalla relazione della presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli, che ha ricordato come quest’anno le celebrazioni del 12 maggio coincidano con una riforma accademica di portata epocale per i 462mila infermieri, e infermieri pediatrici, iscritti all’Albo, per i giovani studenti universitari e per chi si avvicina a questa professione.
Si tratta dell’istituzione di tre nuovi percorsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche: Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’Emergenza. Un risultato frutto del lavoro pluriennale condotto da FNOPI in piena sinergia con Ministero della Salute e Ministero dell’Università e della ricerca.
«È come se passato e futuro si incontrassero oggi, in questo Auditorium – ha dichiarato Mangiacavalli – per ricordarci da dove veniamo e, soprattutto, per indicarci con chiarezza la direzione verso cui procediamo. Rispondiamo con la crescita di competenze avanzate alle sfide di un sistema salute e di una società che cambia. Per comprendere la portata del traguardo che stiamo celebrando dobbiamo guardare a quel cammino iniziato poco più di 100 anni fa, con il Regio Decreto del 15 agosto 1925, quando nacquero le prime Scuole convitto professionali, gettando i semi di quella che sarebbe diventata in Italia la disciplina infermieristica. Ogni tappa è stata una conquista».
«Il nostro è un percorso che procede nel pieno rispetto del dettato costituzionale in tema di salute e sanità. Siamo grati al Capo dello Stato che ci ha onorato della sua presenza e che ha sempre dimostrato grande vicinanza a tutte le donne e gli uomini che quotidianamente, anche ora mentre parliamo, sono al servizio della salute negli ospedali e nelle case, sono accanto a chi ha bisogno di cure» ha poi aggiunto Mangiacavalli.
Nel corso della mattinata Francesco Saverio Marini, Giudice della Corte Costituzionale, ha tenuto una relazione su “Il fondamento costituzionale del sapere infermieristico” sottolineando come sia «evidente che le descritte esigenze di incrementare il numero degli infermieri o la loro retribuzione o di investire nella loro formazione, non sono a costo zero e impongono una valutazione in termini di sostenibilità finanziaria. Ma queste valutazioni, pur necessarie, devono tener conto che per la giurisprudenza della Corte costituzionale il diritto alla salute è un diritto incomprimibile. Ed è la garanzia dei diritti incomprimibili a dover orientare le scelte di bilancio, e non l’equilibrio di bilancio a condizionarne la doverosa erogazione».
Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, presente all’evento, ha evidenziato, da medico e da accademico, il percorso di crescita consolidato in questi anni: «Voglio dirlo con chiarezza, nei cento anni di storia che oggi celebriamo, l’infermieristica, da attività prevalentemente assistenziale, è diventata disciplina scientifica autonoma, fondata su competenze avanzate, ricerca, innovazione e capacità relazionale. Oggi l’infermiere è protagonista attivo dei processi di cura, punto di riferimento per i pazienti, le famiglie e l’intera comunità. Come Ministro della Salute, ma anche come ex rettore e, soprattutto, come medico, non ho remore nel sottolineare che fra tutte le professioni sanitarie, quella infermieristica svolge un ruolo centrale e insostituibile. Tutti voi che siete qui oggi rappresentate professionisti che sono una presenza costante, competente e umana nella vita dei cittadini, dei malati. Avete saputo sempre unire conoscenza e compassione, tecnologia e ascolto, rigore professionale e vicinanza».
E oggi ha aggiunto il Ministro «vogliamo scrivere insieme a voi una nuova stagione per la comunità infermieristica italiana. Soprattutto per dare una risposta alle legittime aspettative dei giovani professionisti: offrire prospettive di carriera, valorizzare competenze avanzate, costruire percorsi di crescita professionale chiari e attrattivi”.
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha affidato a un videomessaggio il suo saluto agli infermieri: «La differenza tra l’essere curati e sentirsi davvero al sicuro ha il vostro volto; non è solo assistenza, è orientamento nei momenti più fragili della vita. Le nuove lauree magistrali danno agli infermieri lo spazio che meritano, stiamo costruendo un modello che non rincorre i bisogni, ma li anticipa, dove il sapere non si accumula, si trasforma in risposte».
«Grazie a questo prestigioso appuntamento, tutti i soggetti interessati potranno ripercorrere la storia della vostra professione quale esempio di autentica eccellenza capace di coniugare l’efficienza e la professionalità con la comprensione e l’attenzione alle esigenze dei pazienti» ha voluto ribadire in un messaggio il Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Mentre Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità ha scritto: «Gli infermieri svolgono un ruolo essenziale non solo nella presa in carico clinica, ma anche nell’accompagnamento delle persone e delle loro famiglie, contribuendo in modo determinante alla qualità dell’assistenza, alla continuità delle cure e alla costruzione di percorsi realmente centrati sulla persona».
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata da Francesco Giorgino, Docente di Comunicazione e Marketing all’Università LUISS, che ha visto il confronto tra figure chiave del panorama scientifico e accademico.
Edoardo Manzoni, Presidente dell’Associazione “Marisa Cantarelli”, ha ripercorso le radici storiche della professione per analizzare la sfida di mantenere intatto il nucleo della cura in un’era di forte innovazione tecnologica.
Laura Ramaciotti, Rettrice dell’Università di Ferrara e Presidente della CRUI, ha evidenziato il valore strategico delle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico come motore di integrazione tra accademia e Servizio Sanitario Nazionale.
Il dibattito si è arricchito con la visione di Giuseppe Remuzzi,Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, sul necessario “gioco di squadra” interprofessionale, e con l’analisi di Rosaria Alvaro, Prorettore dell’Università Roma Tor Vergata e Professore Ordinario di Scienze Infermieristiche, sul ruolo dei dottorati per la crescita disciplinare.
Maria Grazia De Marinis, Professore Ordinario di Scienze Infermieristiche e componente del Consiglio Superiore di Sanità e del Comitato Nazionale di Bioetica, ha invece rimarcato l’importanza del profilo etico degli infermieri nei processi decisionali nazionali.
A chiudere il panel, l’intervento di Alvisa Palese, Professore ordinario di Scienze Infermieristiche e Presidente della Conferenza permanente dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, che ha sintetizzato il percorso di evoluzione della categoria. Palese ha sottolineato come la trasformazione del sapere — dalle scuole convitto di un secolo fa alle attuali specialistiche — sia oggi la firma dell’eccellenza infermieristica italiana e una garanzia per il SSN.
° ° °
Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione del centenario della giornata internazionale dell’infermiere.
Rivolgo un saluto di grande cordialità alla Vicepresidente del Senato, al Questore della Camera dei deputati, al Ministro Schillaci, ai Giudici costituzionali Marini e Sandulli, a tutti i presenti, con gli auguri più grandi per questa occasione così rilevante.
Ringrazio molto la Presidente della Federazione e il Professor Marini per le considerazioni che hanno svolto, puntuali, esaustive e anche stimolanti per quanto riguarda il futuro.
Vorrei soltanto aggiungere brevemente qualche parola per esprimere soprattutto la soddisfazione di essere presente insieme a voi, qui, oggi, per celebrare questi cento anni di attività della Fondazione, degli organi associativi della professione infermieristica e anche la Giornata internazionale dell’infermiere, voluta dal nostro Consiglio internazionale in un giorno simbolico – come è stato poc’anzi ricordato – , quello della nascita di Florence Nightingale, la pioniera della professione infermieristica, nata – ricordo – a Firenze nel 1820.
Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle varie associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene.
Nightingale – così come sarebbe accaduto a Henry Dunant sul campo di Solferino – maturò le sue convinzioni su un terreno di guerra, quello della Crimea, a metà dell’Ottocento, per contribuire, successivamente, in modo decisivo, alla moderna organizzazione dell’assistenza sanitaria e ospedaliera.
Celebriamo oggi anche, con questi cento anni, il lungo percorso nella società, e nella sanità, che la vostra professione ha vissuto in Italia.
Sono appena trascorsi cento anni – appunto – dal decreto che istituì le prime scuole professionali.
Questa scritta è di estrema eloquenza: “Un secolo di sapere infermieristico”.
Dai convitti in cui si consolidavano le prime riconosciute competenze nell’assistenza ai malati, ai Collegi delle infermiere professionali che nacquero in un Paese che stava ricostruendo sé stesso dopo la guerra e la dittatura, con gli obiettivi di sviluppo umano dettati dalla Costituzione della Repubblica.
Dal primo codice deontologico del 1960, alla nascita del Servizio sanitario nazionale nel 1978 che, superando il sistema delle mutue, rendeva operante il principio inderogabile di uguaglianza, espresso dalla Costituzione che, con l’articolo 32, riconosce la tutela della salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Dai primi diplomi universitari per infermieri nel 1992 alle lauree specialistiche e ai dottorati, che ora sempre più sottolineano la qualità della loro formazione e della loro eccellenza professionale.
Gli infermieri operano contro la malattia che vulnera l’integrità della persona negli aspetti fisici e morali.
Il centro del vostro impegno è, quindi, come è stato sottolineato nella relazione della Presidente, la persona.
Vorrei fare miei alcuni degli slogan che hanno accompagnato questo vostro impegno negli anni passati, per riassumerne il valore.
L’infermiere è vita.
L’infermiere è ovunque, per il bene di tutti.
La salute è un diritto di civiltà.
Ancora: la salute vi aveva abbandonati, gli infermieri mai.
Perché l’infermiere prende in prestito la vita di una persona, la accudisce per il tempo necessario con l’obiettivo di restituirla in buona salute.
Declinare questi temi richiama con forza la fragilità e i divari tuttora esistenti.
La forte etica personale, di cristiana solidarietà, che aveva animato Nightingale, aveva trovato espressione sui campi di battaglia prima ancora che nelle epidemie che si manifestavano.
L’innesco per la creazione di un Diritto internazionale umanitario durante i conflitti fu prezioso e meriterebbe oggi ben diverso rispetto.
Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi a Gaza, dove un sistema sanitario, già fragile, è stato demolito, distrutto, come anche altrove è avvenuto.
Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza – che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime – e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, vorrebbe derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici – ripeto, eroici – e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario.
In questa giornata, desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per quel che avete fatto.
E per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà, preziose insieme ai trattamenti terapeutici.
Lei, Presidente Mangiacavalli, ha ricordato il motto “Nessuno si salva da solo”. Nei giorni del Covid, non fu soltanto il riconoscimento del limite umano ma una presa di coscienza, un salto nei rapporti delle nostre comunità.
Solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità.
Prendersi cura dell’altro, degli altri, è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita.
Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore dell’universalità del diritto alla salute.
L’assistenza a chi soffre, la terapia assicurata a chi affronta la malattia, il sostegno a chi non ce la fa da solo, la relazione umana che nasce dalla prossimità sono realtà quotidiana delle vostre vite.
Non conoscono discrimine: si rivolgono a tutti, senza fare distinzioni per colore della pelle o per condizioni sociali.
Il vostro lavoro quotidiano è, pertanto, un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione.
Curare la persona – curarla – e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società e, per farlo, le professioni infermieristiche divengono in misura sempre maggiore un perno decisivo, tanto più in una medicina che tende a iper-tecnologizzarsi.
L’infermiere, quindi, lavora in un crocevia di alti valori umani.
Come ha detto la Presidente, gli infermieri sono oggi 462 mila.
Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni. È un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione, poc’anzi così ben sottolineata dal Giudice Marini. Perché questa funzione, la sua centralità, è essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso.
Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che qui possono essere offerte.
La sanità è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo.
Il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà.
Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori – a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini.
Grazie per il vostro lavoro: è un esempio di etica e di umanità.
L’impegno della Federazione, rivolto alla formazione e alla deontologia, è un decisivo contributo.
Vi auguro di proseguire sulla strada del vostro impegno. E di crescere.
Siete un motore che spinge lungo il percorso di civiltà.
Buon lavoro e auguri!
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Partner di AssoCareNews.it:
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK
Share this content:
