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18 Gen 2026, Dom

Il passaggio di consegne infermieristiche: comunicare meglio per curare in sicurezza.

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​Il momento del passaggio di consegne non è una semplice formalità burocratica o un momento di “pausa” tra un turno e l’altro. È, a tutti gli effetti, uno dei pilastri fondamentali della continuità assistenziale.

​Tuttavia, è anche uno dei momenti più critici: quando la comunicazione fallisce, la sicurezza del paziente è a rischio.

​Il problema: quando la comunicazione diventa un rischio.

​La letteratura scientifica internazionale parla chiaro: una percentuale allarmante di eventi avversi in ambito sanitario è riconducibile proprio a una comunicazione inefficace tra professionisti.

​Informazioni perse, dati trascritti male o incomprensioni verbali possono trasformarsi in errori terapeutici o assistenziali. In un contesto frenetico come quello ospedaliero, affidarsi alla memoria o a metodi non strutturati non è più sufficiente.

​La soluzione: standardizzare per proteggere.

​Come possiamo ridurre questo rischio? La risposta risiede nell’introduzione di strumenti standardizzati per la trasmissione delle informazioni.

​L’adozione di un metodo condiviso e strutturato non solo organizza il flusso di informazioni, ma funge da checklist mentale che assicura che nessun dato vitale venga omesso.

​Lo studio: i benefici tangibili.

​Sulla rivista “L’Infermiere”, abbiamo pubblicato un interessante studio che analizza proprio l’impatto dell’introduzione di uno strumento standardizzato per il passaggio di consegne.

​I risultati evidenziano un miglioramento significativo su due fronti:

  • Chi eroga la consegna: percepisce una maggiore sicurezza nel trasferire le informazioni critiche.
  • Chi riceve la consegna: riporta una percezione nettamente migliore riguardo la corretta identificazione del paziente e dei suoi bisogni.

​Standardizzare significa, in definitiva, parlare la stessa lingua per garantire che al centro del processo rimanga sempre la persona assistita.

​Leggi lo studio completo.

​Vuoi approfondire i dati e capire come implementare queste migliorie nella tua pratica clinica?

​Leggi l’articolo completo sulla rivista FNOPI:

Vai allo studio su “L’Infermiere”

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