POLO UNIVERSITARIO DELLE PROFESSIONI SANITARIE, TRENTO. OPEN DAY DELLE PROFESSIONI SANITARIE. NELLA FOTO:
C’è una frase che è rimbalzata tra i corridoi e i laboratori del Polo universitario di Trento e Rovereto durante l’ultimo Open Day, ed è quella che meglio fotografa le ambizioni delle nuove generazioni: «Sogno di essere utile». Non sono solo parole, ma l’anima di una giornata che ha visto centinaia di ragazzi e ragazze delle scuole superiori affollare gli stand delle Professioni Sanitarie, pronti a immaginare il proprio domani tra camici, stetoscopi e laboratori di ricerca.
Un desiderio che va oltre la tecnica.
Mentre i talk show discutono spesso della crisi delle professioni di cura, i giovani del territorio rispondono con un entusiasmo contagioso. Quello che colpisce, ascoltando le storie raccolte da Irene Parietti, è la centralità del fattore umano. Vittoria, studentessa del liceo Filzi, lo dice con un sorriso che non lascia dubbi: «Sarò un’infermiera empatica, capace di stare accanto alle persone». Per lei, come per molte sue coetanee, l’infermieristica non è solo una scelta di studio, ma il desiderio profondo di occupare un posto in prima linea nel supporto a chi soffre.
Tra simulazioni e sogni nel cassetto.
La giornata non è stata una semplice vetrina di corsi, ma un’esperienza immersiva. Gli studenti del terzo e secondo anno hanno preso per mano i “colleghi” più piccoli, guidandoli tra le provette dei laboratori di analisi, i macchinari della radiologia e i lettini della fisioterapia.
C’è chi, come Mattia, sogna di coniugare la passione per lo sport con la fisioterapia, e chi come Daniel è rimasto affascinato da come un’immagine radiologica possa risolvere un enigma diagnostico. La varietà degli otto corsi di laurea proposti — divisi tra la gestione dell’Università di Trento (come le Tecniche di Laboratorio o della Prevenzione) e quella di Verona (da Infermieristica a Igiene Dentale) — offre una risposta a ogni inclinazione, tecnica o relazionale che sia.
Il primo scoglio: il test d’ingresso.
Non è mancato il momento del confronto con la realtà: le simulazioni del test d’ingresso. Un passaggio obbligato che molti ragazzi hanno affrontato con serietà, consapevoli che il percorso è impegnativo ma gratificante. Tra giochi di squadra e simulazioni pratiche, il messaggio del Polo universitario è stato chiaro: la sanità moderna non è fatta di solisti, ma di team capaci di cooperare.
In un’epoca di grande cambiamento per il nostro sistema sanitario, vedere studenti che non vedono l’ora di mettersi al servizio degli altri è la notizia più bella. Il sogno di “essere utili” è forse la medicina migliore per il futuro di tutti noi.
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