Una riflessione sulla necessità di una comunità consapevole e unita.
Ci sono momenti per fermarsi. E momenti per guardare avanti. Forse il cambiamento che chiediamo da anni non dipende soltanto da ciò che faranno la politica, le istituzioni, i sindacati o i contratti. Forse una parte della risposta dipende anche da noi.
Un’assunzione di responsabilità.
È una riflessione scomoda, perché è sempre più semplice indicare ciò che gli altri non hanno fatto che domandarci cosa siamo disposti a fare noi. Ma ogni cambiamento collettivo, prima di diventare una conquista, è stato una scelta. La scelta di persone che hanno smesso di aspettare e hanno deciso di assumersi una parte della responsabilità del proprio futuro.
Oltre la rabbia: la forza della partecipazione.
Per troppo tempo il malcontento degli OSS è rimasto disperso in rabbia, delusione e sfiducia. Sentimenti comprensibili, ma incapaci, da soli, di modificare i rapporti di forza. Se la rabbia può denunciare un problema, soltanto la partecipazione può costruire una risposta.
Costruire una visione comune.
Non vogliamo più essere considerati soltanto quando il sistema ha bisogno di noi. Una categoria matura deve riuscire a definire il proprio ruolo, la formazione, le tutele e la rappresentanza. Non dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo per camminare nella stessa direzione: l’unità non significa uniformità, ma riconoscere che il futuro della categoria è più importante delle singole appartenenze.
L’appello alla partecipazione.
È dentro questa prospettiva che va letto il percorso che, attraverso MIGEP, SHC e gli Stati Generali OSS, stiamo cercando di costruire. Non chiediamo una fiducia senza domande, chiediamo partecipazione. Se vogliamo essere ascoltati, dobbiamo diventare una presenza organizzata.
È arrivato il momento di cambiare la domanda: cosa accadrebbe se gli OSS decidessero finalmente di unirsi e diventare protagonisti del proprio futuro? È arrivato il momento di unirsi. Non possiamo più aspettare.
Angelo Minghetti – Federazione MIGEP
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