Gentile Direttore,
Il rinnovo del contratto 2022–2024 si è concluso da poco con risultati assai deludenti: il “minimo sindacale” resta il massimo ottenibile, senza alcuna reale rappresentanza della base.
L’Europa osserva e agisce: con il Pact for Skills, il nuovo European Health Data Space (EHDS) e la Raccomandazione dell’UE su carriera e tutele per i ricercatori (R1–R4) eur-lex.europa.eu, si delineano scenari in cui si ridefiniscono compiti, professionalità, autonomia, formazione e mobilità. Tutte dinamiche che interessano anche i collaboratori alla ricerca, spesso freelance o termine, privi di certezze contrattuali e retributive, non riconosciuti nelle logiche contrattuali tradizionali.
In concreto:
• La ? Raccomandazione UE per i R1–R4 stabilisce profili chiari per professionisti nel progetto e nella ricerca, richiedendo riconoscimento, stabilità, tutele, carriera intersettoriale .
• La ? Charter for Researchers invita a garantire condizioni di lavoro legali, formazione continuativa, partecipazione e mobilità: ma in Italia rimangono per molti solo vuote parole.
• Con l’?️ EHDS, si apre un nuovo capitolo sul controllo e l’accesso ai dati sanitari e di ricerca – che semplifica condivisone e innovazione, ma impone standard rigidi e la necessità di contrattare anche i flussi, la privacy, i diritti su device e dati europarl.europa.eu.
Il messaggio è chiaro: chi non partecipa oggi alla costruzione dei nuovi quadri normativi e contrattuali, rischia di essere inglobato — professionalmente, economicamente, culturalmente.La contrattazione unitaria deve diventare una piattaforma triennale condivisa (stipendi, specialistica, ricerca, diritti sui dati, formazione retribuita, mobilità, sicurezza sul lavoro, carriera reale).
⚠️Serve coordinamento trasversale tra sanitari e ricercatori, non stemperati interessi corporativi.
⚠️Serve coinvolgimento attivo della base: assemblee, tavoli, referendum, reti operative.
⚠️Serve riconoscimento professionale, anche per chi fa ricerca, secondo i profili R1–R4 e i diritti previsti dalla Carta europea dei ricercatori.
Se i sindacati non colgono la portata delle riforme europee, sta a noi, alla base, riprendere la bussola e scrivere il contratto che vogliamo, non quello che ci viene imposto.
Il tempo della trattativa non inizia a scadenza contrattuale, ma il giorno dopo l’ultima firma.
La partecipazione dal basso è l’unico antidoto al silenzio, alla delega attuata, alla deresponsabilizzazione di intere categorie.
Perché il contratto — statutario, europeo, contrattuale — non si subisce, si conquista.
Carchia Grazio Gioacchino TSLB – Fondatore del Gruppo PSU Professioni Sanitarie Unite e Luca Nocilla TSLB – Membro del Gruppo PSU Professioni Sanitarie Unite
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