Sembra una corsa contro il tempo quella intrapresa da Giuseppe Pasqualone, commissario del Policlinico Riuniti di Foggia. A soli venti giorni dalla scadenza del suo mandato, Pasqualone prosegue senza sosta nell’iter per la selezione del nuovo addetto stampa aziendale, ignorando i segnali di stop che arrivano da più parti. Una fretta che non è passata inosservata e che ha scatenato la dura reazione dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Associazione della Stampa di Puglia.

Il cuore della polemica risiede in una serie di presunte illegittimità che pendono sulla procedura. Non si tratta solo di critiche formali: sulla selezione pesano già un’istruttoria avviata dalla Regione Puglia e diversi ricorsi giudiziari presentati da professionisti che chiedono trasparenza. Nonostante questo quadro incerto, la gestione commissariale sembra intenzionata a “chiudere la partita” prima del passaggio di consegne, un atteggiamento che i rappresentanti di categoria non esitano a definire come una prova di protervia.
In una nota congiunta dai toni netti, i presidenti Vito Giuseppe Fatiguso (Assostampa) e Maurizio Marangelli (Ordine dei Giornalisti) stigmatizzano il comportamento del commissario. Secondo i vertici della stampa pugliese, procedere in questo modo non è solo uno sgarbo istituzionale, ma un rischio concreto per la tenuta legale dell’azienda sanitaria, che potrebbe trovarsi a rispondere di atti potenzialmente nulli e di danni economici conseguenti.
L’appello ora è rivolto direttamente ai piani alti di via Capruzzi. I giornalisti chiedono un intervento deciso al Presidente della Regione, Antonio Decaro, e all’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia. L’auspicio è che la politica metta un freno a una procedura che appare viziata in partenza, prima che i fatti compiuti diventino irreversibili. Nel frattempo, sindacato e Ordine hanno già annunciato che non lasceranno soli i colleghi: la battaglia per il riconoscimento dei diritti professionali e della legalità proseguirà nelle aule di tribunale.
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