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La lettera di Giusy, Infermiera, riapre la discussione sul precariato e sullo sfruttamento professionale: “accusata di aver rubato due compresse di Xanax e licenziata in tronco, ma non è vero, volevano solo eliminarmi”.

Ci scrive Giusy N., Infermiera recentemente licenziata da una RSA privata dopo essere stata accusata di aver rubato 2 compresse di Xanax: “sono cadute a terra e le ho buttate, ma mi hanno accusata di furto, dovevano eliminarmi e ce l’hanno fatta; nessuno ai vertici dell’Infermieristica ha il coraggio di indagare su cosa accade nel mondo del precariato, delle cooperative e delle agenzie interinali, perché avere personale da ricattare fa comodo a tutti, soprattutto a dirigenti”.

“Non sono una ladra, mi hanno solo incastrata – ci spiega Giusy – ero stanca quel giorno e ho fatto cadere a terra per ben due volte due compresse di Alprazolam, lo Xanax per intenderci. Così le ho buttate ambedue le volte nel bidone dei rifiuti, nonostante mi avessero più volte detto che non dovevo farlo e che i farmaci dovevano essere custoditi e preparati con parsimonia. Beh, farmaci caduti a terra proprio no, non me la sono sentita di dare quelle compresse a quel paziente, così ho scelto di disobbedire e l’ho pagata cara”.

A quanto si è capito il Coordinatore Infermieristico della struttura pretendeva e pretende di contare le singole compresse rimaste nei blister e di registrare il loro numero nell’apposito software a disposizione degli Infermieri. Tutti i farmaci sono conservati in un dispensatore computerizzato, una sorta di grande armadio a cui si accede con password e user-id. In tal modo si riducono i costi e soprattutto i furti. In passato altri due Infermieri erano stati accusati di aver derubato l’azienda.

Ora è toccato a Giusy, che non si dà pace: “è vero, alla fine dei conti mancavano all’appello 2 compresse di Xanax, ma non le ho prese io, le ho semplicemente buttate. Il problema è che mi sono dimenticati di registrare l’accaduto nell’apposito modulo nella cartella clinico-infermieristica digitale. E’ stato forse questo il mio errore, ma sono convinta che già da tempo mi avessero puntata, fino a qualche giorno fa quando la sensazione di è trasformata in realtà. Lettera di licenziamento e ciao ciao, tornata a casa tra le lacrime”.

“Imparerò la lezione, imparerò a comportarmi, ma non non somministrerò mai compresse cadute a terra ai miei assistiti; è uno scandalo, è vergognoso quello che mi è accaduto”.

Conclude così la missiva di Giusy, che ora è in cerca di lavoro, anche se ha deciso di fermarsi un attimo e di tornare a fare l’Infermiera non prima della fine dell’estate in itinere.

Senza parole.

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