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Martina, Operatori Socio Sanitari: “per un cambio alla pari mi hanno chiesto 7000 euro in nero, volevo tornare in Sicilia, resto in Liguria, ma è schifoso quello che mi è accaduto”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

ho letto con attenzione quello che è accaduto ad una Infermiera e mi ci sono ritrovata appieno nella sua storia. A me invece di 5000 euro un collega ha chiesto 7000 euro per tornare in Sicilia. Attualmente lavoro in una azienda pubblica nell’area metropolitana di Genova, dove vivo con mia figlia minorenne. Sono separata e per motivi familiari avevo voglia di tornare nella provincia di Catania e nella mia Sicilia, la terra che mi ha dato i natali 47 anni fa.

Beh che dire. Vi racconto in breve quello che mi è accaduto. Come la collega Infermiera Erika ho pubblicato un post su un noto gruppo Facebook di cambi alla pari per dipendenti pubblici della sanità.

Dopo mezz’ora mi ha contattata un collega dalla Sicilia, dove fra l’altro il ruolo dell’OSS non è ancora ben definito e l’Operatore Socio Sanitario non è altro che un Assistente di base (ADB).

L’uomo mi ha chiesto se volevo fare un cambio alla pari con lui perché aveva intenzione di salire al Nord e di lasciare la Sicilia per una delusione d’amore. E Genova gli stava bene, per giunta ci aveva fatto il militare.

Lo stesso copione. Come per Erika anche a me è accaduta la stessa cosa. Abbiamo preparato tutti i documenti, informato le aziende, che ci hanno dato informalmente un ok allo scambio, e poi disdetti i rispettivi affitti di casa.

Ed è proprio quando già gustavo di scendere finalmente a casa che è giunta la doccia fredda. Il collega mi chiama e mi dice: “senti io ho un problema, non ho soldi per salire, li ha presi tutti la mia ex-moglie, mi dovresti fare un bonifico di 7000 euro per coprire le spese di viaggio, di trasloco e di fitto del nuovo appartamento, altrimenti non se ne fa più niente”.

Sono rimasta 20 secondi senza parlare, non riuscivo a dire nemmeno una parola. Poi, avendo già letto il vostro servizio, mi si è accesa una lampadina sulla testa. Ho preso del tempo, gli ho detto di darmi 48 ore. Poi non l’ho mai più chiamato e non ho più risposto alle sue chiamate. Non ho nulla di scritto, se non il primo messaggio su Messenger quando mi proponeva lo scambio. Non ho prove per quello che dico, ma sono convinta che qui qualcuno stia giocando con la disperazione della gente e non è bello. E voglio aggiungere di più, per me qui qualcuno sta creando delle truffe o semplicemente si vende per soldi in preda alla disperazione.

Non ho parole, da allora piango tutti i giorni. Ho dovuto richiamare il proprietario di casa per dire che rimanevo e ho dovuto fare una figuraccia presso la mia azienda sanitaria, comunicando che non andavo più in Sicilia.

Grazie per quello che scrivete e per lo spazio che continuate a dare a chi come me ha un problema serio: è stanca di essere prigioniera al Nord!

Buon lavoro.

Martina, Operatrice Socio Sanitaria

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