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martedì, Ottobre 19, 2021
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Insediato (finalmente) il tavolo per il rinnovo del CCNL della Sanità.

Il Sindacato senza mezzi termini: alveo autonomo di contrattazione per gli infermieri e ordinamento professionale con incarichi in grado, finalmente di valorizzarne l’elevato profilo e le competenze.

«Prima importante trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL della Sanità, triennio 2019-2021. Le posizioni del Nursing Up, Sindacato Nazionale Infermieri, confermano la linea intransigente. Questo è il contratto che gli infermieri e le altre professioni sanitarie con la medesima base giuridica da tempo aspettavano, ha esordito Antonio De Palma in trattativa. Entrambi gli atti di indirizzo, sia quello del Comitato di Settore, che la “direttiva madre” voluta dal Ministro Brunetta, consentono al contratto di mettere in atto una riforma globale dell’ordinamento professionale.

Questo è un momento decisivo, ha detto il leader, non possono esistere più alibi a sorreggere posizioni interlocutorie o lacunose da parte di taluni sindacati, perchè i perimetri delle direttive consentono al tavolo negoziale ampi margini.

Le premesse per dare agli infermieri l’alveo autonomo di contrattazione ci sono. D’altronde è lo stesso Brunetta, nella propria direttiva, che ha previsto la costituzione di un’area delle elevate professionalità, dove collocare ruoli e le posizioni non dirigenziali. Ebbene, per Nursing Up gli infermieri rientrano a pieno titolo in tale alveo. Insomma, la parte pubblica ha delineato un perimetro di possibilità che non ostano ad una reale valorizzazione degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, noi non vediamo l’ora di iniziare a trattare sul modus e sul come realizzare tale forma di valorizzazione, prosegue De Palma. Ma bisognerà a questo punto sentire cosa ne pensano, e soprattutto cosa proporranno, le altre organizzazioni sindacali. Certo è che lo ripetiamo nessun alibi è possibile.

Nursing Up ha tenuto poi a precisare che le risorse che la legge ha destinato all’indennità di specificità infermieristica, 335 milioni, e quelle destinate all’indennità per le altre professioni sanitarie, 100 milioni, non devono considerarsi in alcun modo come risorse contrattuali disponibili per le negoziazioni, perchè esse vanno esclusivamente “finalizzate”, quindi trattate come risorse vincolate, che devono andare agli infermieri e gli altri professionisti sanitari interessati. Insomma, parliamo di soldi che non concorrono a calcolare il valore percentuale dell’incremento destinato alla generalità del comparto».

Abbiamo lottato per giorni nelle piazze italiane, abbiamo scioperato per ottenere tali indennità, e continuiamo, giorno per giorno, a reiterare alle Regioni la nostra richiesta di rimpinguare i fondi ed integrarne gli importi».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

È stata intanto già stabilita la data per il prossimo incontro della delegazione trattante, che si incontrerà, di nuovo, il 7 settembre prossimo. Come sindacato siamo pronti e saremo presenti con tutta la nostra determinazione. Sottolineiamo, ancora una volta, che le risorse a disposizione sono quelle che sono, ha detto De Palma, e non sono certo quelle che ci aspettavamo.

Ma non deve essere questo, in alcun modo, l’alibi che consentirà di evitare di arrivare a quella revisione fondamentale dell’ordinamento professionale che gli infermieri e le altre professioni sanitarie aspettano da tempo, e quindi al riconoscimento, tanto atteso, di un alveo contrattuale autonomo». De Palma si è poi concentrato sulla completa rivisitazione del sistema delle indennità, affinché si vada finalmente a integrare quelle vergognose e ridicole indennità, vecchie ormai di un trentennio, che ancora oggi gli infermieri percepiscono a fronte della loro elevata qualificazione.

«Se le parti contrattuali vorranno farlo, oggi vi sono tutte le condizioni, rispetto al passato, per arrivare all’obiettivo che tutti aspettiamo di vedere. La direttiva odierna invece, seppur nella sua complessità, e per alcuni versi laconicità, consente alle parti trattanti di muoversi ad ampio raggio. Per noi del Nursing Up, è stato detto, all’interno di quella struttura piramidale prevista dalla Direttiva del Comitato di Settore, che prevede l’individuazione di un livello di incarichi più elevati per le posizioni che richiedono una più alta specializzazione, e/o più elevati livelli di autonomia e responsabilità, gli infermieri e le altre professioni sanitarie giuridicamente affini ci stanno a pieno diritto.

Questo contratto potrebbe, ma il condizionale è d’obbligo se prima non conosceremo le posizioni delle altre Organizzazioni Sindacali, essere in grado di sviluppare e valorizzare a pieno le competenze maturate all’interno del servizio sanitario nazionale: per noi del Nursing Up questo significa valorizzare il lavoro degli infermieri “on the job”.

Questo significherebbe, finalmente, riconoscere a pieno il valore e la professionalità di quei colleghi che hanno costruito e accresciuto la loro competenza, giorno per giorno, nella quotidianità dei reparti ospedalieri e sul territorio. Insomma, non contino solo i titoli di studio, ma valga anche il peso di quella parte di professionalità e competenza “acquisita con la mera esperienza”. Da questi principi non si può prescindere per il futuro delle professioni sanitarie», conclude De Palma.

Redazione AssoCareNews.it
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