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Flavia, infermiera: Alcuni colleghi Oss, Medici e Infermieri non usano o usano male i DPI ma quando glielo faccio notare mi dicono di farmi gli affari miei. Il coordinatore è troppo impegnato per intervenire.

Flavia, giovane infermiera di una nota Azienda Ospedaliera Universitaria del centro Italia, racconta la contraddizione che si vive nel suo reparto di neurologia.

Dove i DPI ci sono ma in diversi non li usano, li usano parzialmente o li usano male.

“Gentile AssoCareNews.it,

vi scrivo per raccontarvi del pressapochismo, ovvero di una vera è propria malattia atavica del nostro lavoro.

Lavoro in Neurologia in un grande ospedale che preferisco omettere. Nel mio reparto abbiamo avuto difficoltà di materiali e di organizzazione ma alla fine abbiamo avuto pochissimi positivi, meno che le dita di una mano.

Ad ogni modo i protocolli ci sono e vanno rispettato perchè non si tratta solo di infettare noi stessi, ma non mi dilungo perchè sono cose già dette e ridette.

Alcuni colleghi (sia OSS che medici che infermieri) non usano i DPI o li usano a metà, non rispettando la vestizione (tipo mettono un solo paio di guanti, non mettono la cuffia e le sovrascarpe, o tengono solo la mascherina chirurgica).

Fatto è che alla fine dei conti non si proteggono in modo valido, rischiando di infettarsi, infettare gli altri pazienti, infettare noi colleghi e pure la popolazione civile che li incontrerà.

Dopo diverse litigate in cui mi veniva detto di farmi gli affari miei (ovviamente in maniera meno educata), ho cercato di contattare il coordinatore.

Il problema è che questa emergenza Covid lo ha reso coordinatore di 3 reparti diversi e lui sta sempre appresso agli altri due, in quanto aree covid.

Gli ho scritto una mail che penso lo smuoverà, nel frattempo il rischio di contagiarsi è alto.

Siamo appena diventati Regione arancione e la paura sale. L’unico rimedio sarebbe la professionalità ma non la si può insegnare.

Grazie dell’ascolto, vi chiedo se ci sono altre situazioni simili alla mia.

Flavia, infermiera“.

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Carissima collega,

invece che risponderti noi, invitiamo i nostri cari lettori a farlo scrivendo una mail a [email protected]

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