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I sindacati Cgil, Cisl e Uil scrivono ai ministri Manfredi e Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini: “per i CDL in Infermieristica si ridia la dignità professionale alla categoria, vergognoso il D.M. 82/2020”.

Per difendere i Corsi di Laurea in Infermieristica dalla “follia” del Decreto Ministeriale n.82/2020 sottoscritto dal ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi scendono in campo Cgil, Cisl e Uil. Lo fanno con una missiva indirizzata allo stesso ministro e per conoscenza al ministro della salute Roberto Speranza e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. Molto duro il loro documento finalizzato alla salvaguardia e al rispetto della dignità professionale e formativa dei futuri Infermieri ed Infermieri Pediatrici italiani. Ecco cosa dicono.

La lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil al Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi.

Al Ministro dell’Università e Ricerca Prof. Gaetano Manfredi

e p.c.

Al Ministro della Salute On. Roberto Speranza

Al Presidente Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini

Oggetto: richiesta modifica e richiesta incontro in merito al DM n. 82 del 14 maggio 2020 del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Con riferimento alle disposizioni emanate relative al D.M. riportato in oggetto, riguardanti la decisione di andare in deroga a quanto previsto dal D.M. 7 gennaio 2019 in materia di docenti di riferimento dei corsi di studio universitari, disposizioni che si esplicitano nell’indicazione di ridurre il numero minimo di docenti previsti per l’accreditamento del corso in scienze infermieristiche, le scriventi OO.SS. sono a rappresentare la forte contrarietà di una scelta che appare assolutamente in antitesi con il grande percorso di crescita di competenze e di autonomia professionale che le professioni sanitarie, a partire da quella infermieristica, hanno fatto in questi anni.

Tale scelta, infatti, non solo va in contrasto con l’attuale necessità di favorire un ampliamento dell’offerta formativa riguardante la professione sanitaria dell’infermiere, anche a fronte delle recenti norme emanate nel contesto di sanità pubblica e dei recenti decreti ministeriali, in un momento in cui, numerosi studi ed autorevoli pareri, confermano la necessità di sostenere tali corsi di laurea al fine di rispondere alle reali esigenze dei cittadini, ma appare fortemente in contrasto con quanto l’intesa raggiunta fra Governo, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano sul “Patto per la Salute 2019- 202” definisce in tema di riconoscimento sia professionale che organizzativo dei professionisti sanitari a partire dalle competenze e dall’autonomia richieste al personale infermieristico.

Altro aspetto, assolutamente non condivisibile, è relativo alla possibilità data agli Atenei di prevedere l’eventuale sostituzione dei succitati docenti con personale medico; tale decisione mortifica e ignora il lungo percorso di crescita dell’autonomia professionale fatta in oltre un ventennio di esercizio della professione.

Si tratta di due professioni diverse, entrambe ordinistiche e quindi con pari dignità, con percorsi formativi specifici non sovrapponibili tra loro; il lungo percorso di crescita professionale consente oggi di avere un gran numero di professionisti sanitari infermieri già in possesso dei requisiti per ricoprire tale ruolo, senza scordare l’alto numero di tali professionisti con laurea magistrale o dottorato di ricerca.

Per tutti i motivi indicati, auspicando che tale decisone sia rivista nei tempi più brevi possibili, al fine di attuare il ripristino del numero minimo di docenti e la loro individuazione all’interno della professione infermieristica, siamo contestualmente a chiedere il ritiro o la modifica del decreto e un incontro urgente per affrontare le questioni sollevate.

In attesa di cortese riscontro, si porgono distinti saluti.

Michele Vannini – FP CGIL
Marianna Ferruzzi – CISL
Mariavittoria Gobbo – FP UIL FPL

Ecco la lettera di Cgil – Cisl – Uil: LINK.