L’Ex Convento dei Cappuccini di Grottaglie si è trasformato, nella serata di ieri, in un vero e proprio faro di consapevolezza. La presentazione del libro “Non sono altro che luce” (Gian Carlo Lisi Editore) non è stata solo un evento letterario, ma un momento di profonda commozione e partecipazione collettiva che ha visto la cittadinanza rispondere con un’affluenza straordinaria.
L’atmosfera ieri sera era densa di ascolto e partecipazione. Il dialogo, moderato con garbo da Valentina Varvarà dell’Associazione Ex Convento di Grottaglie, ha saputo toccare le corde più profonde dei presenti, portando alla luce le storie vere, spogliate da ogni pregiudizio, di chi vive lo spettro autistico. Il messaggio centrale è risuonato forte tra le mura dell’ex convento: le persone non sono la loro diagnosi, ma universi unici fatti di desideri, fatiche e, appunto, luce.
I saluti istituzionali dell’assessora Ida De Carolis hanno ribadito l’importanza di supportare attivamente le associazioni come “Angeli figli dell’Autismo” e “Ex Convento”, motori instancabili di inclusione sul territorio.
Un capitolo a parte merita la figura di Claudio Salinaro, autore della prefazione del volume e anima pulsante dietro la promozione di questo progetto. Claudio non è solo un OSS (Operatore Socio-Sanitario), ma un vero e proprio “ambasciatore di umanità”.
Il suo impegno nel far conoscere questo libro va ben oltre il dovere professionale:
Claudio ha messo la sua esperienza sul campo al servizio della narrazione, aiutando a trasformare i termini tecnici in emozioni comprensibili a tutti.
Grazie alla sua sensibilità, è riuscito a creare un ponte tra le famiglie e il pubblico, diventando un punto di riferimento per chi spesso si sente invisibile.
Chi lo ha ascoltato ieri ha percepito chiaramente che per lui questo libro non è un semplice oggetto di carta, ma uno strumento di lotta al pregiudizio che porta avanti con una grinta ammirevole.
Il lavoro curato dal giornalista Gaetano Mero ha trovato ieri il suo compimento naturale nell’abbraccio della folla. Le testimonianze raccolte nel libro hanno smesso di essere “inchiostro” per diventare voce viva, capace di scuotere le coscienze e invitare a un ascolto più autentico.
“Ieri sera abbiamo dimostrato che Grottaglie non ha paura della complessità, ma la accoglie con amore.”
L’evento si è concluso con la consapevolezza che il viaggio di “Non sono altro che luce” è solo all’inizio. Grazie all’energia di persone come Claudio Salinaro e alla sinergia tra le associazioni, il muro del silenzio sull’autismo ha oggi qualche mattone in meno e molta più chiarezza.

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