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12 Dic 2025, Ven

Giuliano (UGL): “5,8 milioni di italiani non si curano più, occorre ridurre liste d’attesa”.

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Nel 2024, 5,8 milioni di italiani, pari al 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a curarsi: un dato allarmante che segna un aumento di 1,3 milioni rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dai dati recentemente diffusi dall’Istat e commentati da Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute.

“I dati diffusi oggi dall’Istat rappresentano un segnale d’allarme che non può essere ignorato: nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, pari al 9,9% della popolazione, contro i 4,5 milioni del 2023. È un aumento drammatico che conferma la profonda crisi del nostro Servizio Sanitario Nazionale.”

La causa principale di questa rinuncia rimane l’allungamento delle liste d’attesa, un’emergenza nazionale segnalata da anni dall’UGL Salute. Nonostante alcuni interventi del Ministero della Salute per arginare il problema, gli effetti concreti non si sono ancora visti, secondo Giuliano. Alla base del problema ci sono molteplici fattori: difficoltà organizzative, carenza di personale medico e infermieristico, e forti disparità territoriali che penalizzano soprattutto il Mezzogiorno.

“La principale causa di rinuncia alle cure – sottolinea Giuliano – resta l’allungamento delle liste d’attesa, che da anni denunciamo come una vera emergenza nazionale. Riconosciamo che l’intervento del Ministero della Salute per affrontare il problema sia stato lungimirante e necessario, ma i risultati concreti non sono ancora arrivati. Serve un cambio di passo immediato: le difficoltà organizzative, la carenza di personale e le differenze territoriali continuano a lasciare milioni di cittadini senza risposte.”

Un altro fattore sempre più pesante è la situazione economica delle famiglie, che limita l’accesso alle cure, facendo diventare la salute una questione legata al reddito o al luogo di residenza, situazione definita inaccettabile da Giuliano.

“A tutto questo – prosegue il Segretario – si aggiungono le crescenti difficoltà economiche delle famiglie e la scarsa accessibilità delle strutture sanitarie, in particolare nel Mezzogiorno. È inaccettabile che la salute diventi una questione di reddito o di residenza.”

Di fronte a questa situazione, UGL Salute lancia un appello alle istituzioni affinché si impegnino a ridurre drasticamente i tempi di attesa attraverso una programmazione efficace e un monitoraggio continuo dei risultati, ribadendo che la salute è un diritto costituzionale e che lo Stato deve garantire cure tempestive e accessibili a tutti.

“L’UGL Salute – conclude Giuliano – chiede alle istituzioni di ridurre drasticamente i tempi di attesa con una programmazione efficace e un monitoraggio puntuale dei risultati. La salute è un diritto costituzionale: lo Stato deve garantire cure tempestive e accessibili a tutti i cittadini.”

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