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Un insolito episodio ha scosso il Policlinico di Bari proprio alla vigilia del fine settimana di San Valentino. Venerdì 13 febbraio, 22 operatori sanitari (tra infermieri e OSS) del reparto di Endocrinologia si sono presentati al Pronto Soccorso denunciando sintomi riconducibili alla scabbia.
Tuttavia, i successivi controlli della direzione sanitaria hanno aperto un caso che vede contrapposti la UIL FPL e i vertici dell’ospedale.
Le due versioni a confronto
La vicenda presenta discrepanze significative nei numeri e nelle cause del presunto contagio:
| Punto del contendere | Versione UIL FPL | Versione Policlinico di Bari |
|---|---|---|
| Numero contagiati | 10 operatori colpiti. | Solo 4 casi accertati. |
| Origine del focolaio | Contagio avvenuto durante l’assistenza in reparto. | Nessuna prova di contagio interno o in turno. |
| Gestione protocolli | Mancata attivazione tempestiva delle misure ministeriali. | Protocolli attivati subito; sanificazione eseguita con esito negativo. |
| Situazione Reparto | Rischio tilt per carenza di personale. | Funzionalità garantita richiamando personale in servizio. |
La dinamica: un venerdì sera “affollato”
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di venerdì 13. L’afflusso di massa al Pronto Soccorso ha costretto la direzione sanitaria a mobilitare d’urgenza la Control Room e la Medicina del Lavoro.
Nonostante le denunce di prurito da contatto da parte di oltre venti dipendenti, l’analisi epidemiologica ha drasticamente ridimensionato il caso:
- Per la maggior parte dei richiedenti non è stata riconosciuta alcuna prognosi.
- I 4 casi accertati hanno ricevuto una prognosi tra i 4 e i 10 giorni.
- I controlli su medici e pazienti del reparto di Endocrinologia sono risultati negativi.
La denuncia del Sindacato
La UIL FPL non arretra e ha inviato una nota formale alla Direzione Generale, all’Assessorato alla Sanità, all’Ispettorato del Lavoro e allo Spesal. Il sindacato sostiene che il contagio sia legato alle attività assistenziali e critica la gestione dell’emergenza da parte della struttura.
Di contro, l’ospedale sottolinea come, in via precauzionale, siano state comunque adottate tutte le misure di profilassi previste, ma ribadisce che non vi sono elementi per collegare i pochi casi accertati all’ambiente di lavoro.

