La sentenza del Tribunale di Viterbo chiude il caso avviato nel 2021. Per uno dei sanitari la pena è di un anno (sospesa) per tentato peculato di lieve entità.
Il verdetto: tra condanna e assoluzione.
Si è concluso il processo a carico di due infermieri cinquantenni, accusati di aver sottratto materiale sanitario dal reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Belcolle di Viterbo durante la piena emergenza pandemica. Il collegio giudicante ha emesso una sentenza differenziata:
- Il primo infermiere è stato condannato a un anno di reclusione (pena sospesa). Il reato originario di peculato è stato riqualificato in tentato peculato, riconoscendo la lieve entità del fatto.
- Il secondo infermiere è stato assolto da ogni accusa.
L’Asl di Viterbo si era costituita parte civile nel procedimento.
Le prove: il controllo all’uscita dell’ospedale.
L’elemento decisivo per la condanna del primo imputato risale a un controllo effettuato all’uscita laterale dell’ospedale al termine di un turno notturno. All’interno della sua auto, la Squadra Mobile ha rinvenuto:
- Benzodiazepine
- Garze e cerotti
- Altro materiale sanitario
I prodotti erano stati accumulati sul sedile posteriore del veicolo, pronti per essere portati via.
Il mistero del materiale in casa.
Le indagini, nate nel maggio 2021, avevano portato anche a una perquisizione nell’abitazione dei due uomini a Vetralla. Sebbene fossero stati trovati altri dispositivi medici, i giudici hanno deciso per l’assoluzione riguardo a questo specifico materiale: non è stato infatti possibile dimostrare con certezza che provenisse dai magazzini dell’ospedale Belcolle.
In sintesi: La giustizia ha distinto il materiale trovato “in flagranza” nell’auto (che ha portato alla condanna per tentato peculato) da quello rinvenuto nell’abitazione, la cui origine è rimasta dubbia.
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