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Fitness, vigoressia: quando il proprio corpo diventa malattia

Fitness, vigoressia: quando il proprio corpo diventa malattia

Immagine percepita diviene patologica

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) richiamano immediatamente alla memoria l’immagine della ragazza anoressica, in età adolescenziale, con una buona istruzione e di buona famiglia ma, in realtà, queste patologie colpiscono anche una larga fascia di soggetti di sesso maschile, si presentano ad un’età sempre più precoce e si manifestano con numerosi quadri che vanno dall’Anoressia alla Bulimia, dal Binge Eating Disorder all’Ortoressia Nervosa, fino ad arrivare alla meno nota “anoressia inversa” o Vigoressia.

La prevalenza dei DCA nel sesso maschile, tuttavia, rimane una minoranza rispetto alla controparte femminile, mostrando le seguenti percentuali:

  • 5 – 10% di tutti i casi di Anoressia Nervosa
  • 10 – 15% di tutti i casi di Bulimia Nervosa
  • 40% di tutti i casi di Binge Eating Disorder

Secondo i criteri del DSM-V, il più noto e utilizzato manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, l’Anoressia Nervosa, nel complesso, interessa il 3.2% delle donne e l’1.6% degli uomini. Il fenotipo maschile dell’Anoressia Nervosa può avere due espressioni apparentemente antitetiche: la ricerca della magrezza o la ricerca dell’ipertrofia muscolare.

Individuare e inquadrare un caso di DCA non è semplice e spesso tra l’esordio del disturbo e la diagnosi intercorrono parecchi anni, nello specifico tra 1 e 4 anni per l’Anoressia Nervosa, circa 8 anni per la Bulimia Nervosa e circa 10 anni per il Binge Eating Disorder. Rispetto ad altre dipendenze o ad altri tipi di disturbi alimentari, la Vigoressia è più difficile da individuare perché, ad un primo sguardo, le persone che ne soffrono sembrano prendersi molta cura di sé stessi, attraverso l’attività fisica e una dieta salutare.

Tra i fattori di rischio possiamo menzionare una storia di abuso, e in questi casi l’insorgenza del disturbo alimentare sembra un tentativo di affrontare la vulnerabilità emotiva collegata con gli eventi traumatici, e lo sport, soprattutto quelli praticati a livello agonistico che richiedono l’eccessiva magrezza, come il pattinaggio sul ghiaccio e la danza, o di rientrare in determinate categorie di peso, come gli sport da combattimento, o che si incentrano esclusivamente sull’estetica come il bodybuilding. Il fattore principale che collega l’anoressia allo sport è la competitività.

È stato documentato che i maschi omosessuali mostrano, rispetto alla controparte eterosessuale, una più grave insoddisfazione corporea, maggiore presenza di sintomi anoressici e bulimici, associati a livelli più elevati di depressione e bassa autostima.

L’età di esordio dei DCA negli uomini sembrerebbe più tardiva, spostata in avanti di circa 1 anno rispetto alle donne ma sempre prima della maggiore età e il dato potrebbe essere spiegato dal fatto che la pubertà maschile inizia più tardi.

Per i soggetti di sesso maschile l’esordio spesso è caratterizzato da iperattività fisica e digiuno, rispetto alla controparte femminile che maggiormente ricorre all’utilizzo di vomito autoindotto e farmaci a scopo diuretico o lassativo. Nello specifico, l’attenzione all’aspetto fisico è focalizzata sul torace. L’esercizio fisico eccessivo e compulsivo è una manifestazione sintomatologica che deve sempre essere indagata, sia nelle donne che negli uomini.

La Vigoressia, anche detta dismorfia muscolare, può essere definita come una dipendenza patologica dall’esercizio fisico, si verifica nel momento in cui si pratica sport superando i limiti normalmente posti dallo sforzo, dalla noia e dalla stanchezza (Velea, 2016). Questa dipendenza nasce da una preoccupazione ossessiva per l’aspetto fisico e dal desiderio di modificarlo aspirando alla perfezione, tanto che alcuni autori parlano di “complesso di Adone” (Velea, 2016). La caratteristica principale di questo disturbo è una forte insoddisfazione e preoccupazione nei confronti del proprio fisico, visto come asciutto e poco muscoloso, e può diventare una vera e propria dipendenza, portando a cambiamenti radicali della vita quotidiana, a modificazioni della visione dello sport e all’isolamento sociale.

Il termine esercizio fisico “eccessivo” è stato introdotto dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) per definire una forma particolare di attività fisica che enfatizza la dimensione quantitativa dell’esercizio, ma non tiene conto di quella qualitativa, una caratteristica clinica che sembra ancora più importante nel predire la psicopatologia specifica dei DCA. In realtà, nella maggior parte dei casi le due dimensioni coesistono e perciò appare più appropriato usare il termine “esercizio fisico eccessivo e compulsivo” per descrivere il tipo di attività fisica non salutare praticata da alcune persone affette da disturbi alimentari. La funzione principale dell’esercizio fisico eccessivo e compulsivo è controllare il peso e la forma del corpo, ma anche quella di modulare le emozioni, in particolare l’ansia e la rabbia.

L’esercizio fisico è definito “eccessivo” quando la durata, la frequenza e l’intensità superano i benefici per la salute e aumentano il rischio di produrre danni fisici. Si può manifestare in diverse occasioni, sia per quello che concerne le attività giornaliere di routine che l’attività sportiva strutturata.

L’esercizio fisico è definito “compulsivo” quando si associa al senso soggettivo di essere obbligati o spinti ad allenarsi, quando ha la priorità rispetto alle altre attività della giornata (compromettendo la vita sociale, lavorativa e affettiva) e quando è associato a sensi di colpa e ansia quando è rimandato o annullato.

Chi soffre di Vigoressia, spesso adotta un abbigliamento consono all’attività sportiva e trasforma le proprie abitudine alimentari, seguendo una dieta molto rigida, nella quale sono incluse grandi quantità di alimenti iperproteici, considerati indispensabili per lo sviluppo muscolare, mentre sono quasi completamente evitati i cibi ricchi di grassi e carboidrati. Molto frequente è l’abuso di integratori alimentari e farmaci a scopo anabolizzante, ritenuti fondamentali per l’incremento della massa muscolare e per la realizzazione della perfezione fisica. Nonostante l’ipertrofia e nonostante tutti gli accorgimenti volti ad aumentarla, il soggetto affetto da Vigoressia avrà sempre una percezione distorta del proprio corpo, che apparirà costantemente troppo magro. Di conseguenza, cercherà di evitare o si sentirà in imbarazzo in tutte quelle situazioni, anche intime, in cui si troverebbe a esporre la propria fisicità.

Nei maschi, il rischio di sviluppare osteopenia e osteoporosi (alterazioni della massa e della densità minerale ossea) è più elevato rispetto alle donne perché al momento dell’insorgenza del disturbo alimentare non hanno ancora raggiunto il cosiddetto “picco di massa ossea”. Queste alterazioni si manifestano più frequentemente nelle donne con fratture dell’anca e del femore e negli uomini con fratture vertebrali.

Molto frequenti sono le alterazioni endocrinologiche, soprattutto il calo della libido dovuto a un deficit di testosterone, riduzione dei livelli di LH e FSH, le alterazioni elettrocardiografiche (bradicardia, aritmie, prolungamento del QT) e della pressione sanguigna, la gelatinizzazione del midollo osseo (caratteristica della malnutrizione) e gli squilibri elettrolitici (l’ipokaliemia è tipica della malnutrizione, legata non solo agli episodi di vomito ma anche alla disidratazione).

Il dilagare della Vigoressia è sostenuto sempre più spesso dai media, che enfatizzano ideali di bellezza e di forza irraggiungibili e immaginari, e ancor di più dai social network, luoghi in cui le personali abitudini sportive e alimentari diventano motivo di condivisione ed emulazione.

 

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Dott.ssa Valeria Galfano

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