La Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità (Fials) di Foggia lancia un allarme serio sulla situazione del personale sanitario all’interno dell’AOU Policlinico di Foggia, dove la carenza di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) sta aggravando in modo preoccupante la qualità dell’assistenza ai pazienti.
Numeri insufficienti e turni insostenibili.
Il segretario territoriale della Fials, Achille Capozzi, denuncia come la recente delibera regionale sul concorso unico, pur prevedendo l’assegnazione di nuovi posti, non soddisfi minimamente il reale fabbisogno dell’ospedale. Sono stati infatti assegnati appena 46 posti per OSS e 41 per infermieri, insufficiente rispetto alle necessità operative. Questo deficit costringe il personale a turni massacranti senza una rotazione corretta, con un conseguente aumento dello stress e del rischio di errori, oltre al rischio di esaurimento fisico e psicologico.
Demansionamento e sovraccarico di lavoro.
Capozzi sottolinea come la carenza di personale abbia portato a un fenomeno di demansionamento degli infermieri, costretti a svolgere mansioni che dovrebbero spettare agli OSS. Questo non solo genera un sovraccarico di lavoro, ma provoca anche una perdita di professionalità e di motivazione fra gli operatori.
Nuove strutture e aggravio della situazione.
Con l’apertura di nuove sale operatorie, ci si sarebbe aspettato un alleggerimento della pressione, invece la situazione è peggiorata: il personale è stato costretto a coprire contemporaneamente turni nei reparti di degenza, lasciando scoperti servizi fondamentali. Reparti altamente specializzati come la cardiochirurgia stanno vivendo una crisi organizzativa che mette a rischio la qualità dell’assistenza.
La richiesta alla Regione e all’Azienda Ospedaliera.
Fials chiede alla Regione Puglia e alla direzione del Policlinico Riuniti di rivedere con urgenza i numeri di posti assegnati, abbandonando i criteri storici di distribuzione per adottare una programmazione basata sulle reali esigenze dei reparti e sulla tutela della qualità del lavoro. Capozzi conclude sottolineando che solo una dotazione organica efficiente ed efficace potrà garantire assistenza adeguata e salvaguardare la salute sia dei lavoratori sia dei cittadini.
Questa situazione riflette un problema strutturale comune in molte realtà sanitarie italiane, dove la scarsità di personale e la mancanza di pianificazione concreta mettono a dura prova la tenuta del sistema sanitario e la professionalità degli operatori .
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