Torna al centro del dibattito la carenza di Operatori socio-sanitari negli ospedali della Basilicata. A lanciare l’allarme è la FIALS, attraverso il segretario regionale Giovanni Sciannarella, che chiede un confronto immediato con l’assessore alla Sanità Cosimo Latronico.
Secondo il sindacato, il quadro delineato dalla Regione sulla programmazione sanitaria non rispecchierebbe la reale condizione vissuta quotidianamente dagli operatori nelle strutture ospedaliere.
Carenza cronica di OSS: “Situazione insostenibile”.
La denuncia è netta: da anni si registra una grave e cronica carenza di OSS, oggi diventata ancora più critica. In molti ospedali lucani, infatti, gli operatori socio-sanitari sarebbero assenti durante i turni notturni, mentre nei restanti casi la presenza si limiterebbe a una o due unità, spesso condivise tra più reparti.
Una condizione che, secondo la FIALS, risulta incompatibile con standard assistenziali adeguati e con un’organizzazione efficiente dei servizi.
Le conseguenze: stress, demansionamento e rischio per i pazienti.
Le ricadute di questa situazione sono già evidenti:
- aumento dello stress lavoro-correlato tra gli operatori
- crescita di sindromi legate al burnout
- riduzione della qualità dell’assistenza
- demansionamento dei professionisti sanitari
In assenza di OSS, infermieri e altri operatori si troverebbero infatti costretti a svolgere attività non di propria competenza, nel tentativo di garantire comunque la continuità assistenziale.
Un problema anche normativo.
La carenza di OSS, sottolinea il sindacato, non è solo organizzativa ma anche normativa. Il riferimento è agli accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni il 3 ottobre 2024, recepiti con DPCM il 25 marzo 2025.
Secondo queste disposizioni, l’OSS è una figura fondamentale per garantire il soddisfacimento dei bisogni primari e il benessere delle persone assistite, operando in integrazione con i professionisti sanitari.
La sua assenza sistematica rischia quindi di compromettere l’intero impianto dell’assistenza.
Assunzioni e graduatorie: la proposta della Fials.
Pur riconoscendo le difficoltà legate al deficit sanitario regionale – che supererebbe i 70 milioni di euro – la FIALS propone soluzioni immediate e sostenibili.
In particolare, il sindacato chiede:
- lo scorrimento delle graduatorie esistenti
- nuove assunzioni senza aumento della spesa complessiva
- una revisione urgente del fabbisogno di personale
L’obiettivo è evitare di arrivare a nuovi concorsi nel giro di pochi mesi, ottimizzando le risorse già disponibili.
Verso la mobilitazione: protesta il 5 maggio.
In assenza di risposte concrete, la tensione è destinata a salire. La FIALS ha già annunciato una manifestazione davanti alla sede della Regione Basilicata prevista per il 5 maggio.
Una mobilitazione che punta a tutelare i lavoratori, ma anche a garantire ai cittadini un servizio sanitario dignitoso ed efficiente.
“Servono scelte reali, non rappresentazioni parziali”.
Il messaggio del sindacato è chiaro: senza un numero adeguato di OSS, qualsiasi programmazione sanitaria rischia di fallire.
Per questo viene ribadita la necessità di aprire un tavolo di confronto diretto con l’assessore Cosimo Latronico, per affrontare in modo concreto le criticità del sistema.
Per la sanità lucana, il tempo delle analisi sembra essere finito: ora servono decisioni rapide e interventi strutturali.
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