L’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione delle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani ha trasmesso una lettera aperta alla Presidente della Regione Puglia e all’Assessorato regionale alla Sanità per richiamare l’attenzione su una criticità rilevante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.
La norma, che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata al 5% sulle prestazioni di lavoro straordinario e sulla reperibilità, è stata estesa unicamente alla categoria infermieristica, escludendo tutte le altre professioni sanitarie che operano quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
L’Ordine riconosce il valore e l’importanza della misura adottata dal legislatore, in quanto finalizzata a valorizzare il lavoro sanitario, incentivare la disponibilità operativa e fronteggiare la cronica carenza di personale che interessa l’intero sistema sanitario.
«Si tratta di una scelta politicamente corretta nelle intenzioni – dichiara il Presidente dell’Ordine, Domenico Avezzano – perché investire sul personale sanitario significa investire sulla salute dei cittadini».
Tuttavia, l’esclusione delle altre professioni sanitarie afferenti all’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione genera una disparità di trattamento non giustificabile, soprattutto alla luce del ruolo essenziale e complementare che tali professionisti svolgono nei percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e di prevenzione.
Tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione e della prevenzione garantiscono continuità assistenziale, sicurezza delle cure, appropriatezza degli interventi e qualità delle prestazioni, spesso operando in condizioni di emergenza, turnazioni gravose, reperibilità notturne e festive, con responsabilità professionali elevate e crescenti.
In un contesto sanitario già fortemente provato da una carenza strutturale di personale, dall’aumento dei carichi di lavoro e dalla crescente complessità assistenziale, scelte normative che introducono differenziazioni economiche rischiano di minare la coesione dei team multidisciplinari e di compromettere ulteriormente l’attrattività delle professioni sanitarie.
«L’equità è un principio fondante del sistema pubblico – sottolinea Avezzano – e non può essere sacrificata. Parliamo di oltre 160.000 professionisti sanitari in Italia, di cui circa 12.000 in Puglia e più di 5.500 nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, che oggi si vedono esclusi da un riconoscimento economico pur svolgendo le stesse attività di straordinario e reperibilità».
Con la lettera inviata alla Regione, l’Ordine chiede un intervento istituzionale tempestivo, anche attraverso strumenti normativi e contrattuali regionali, che consenta di estendere il beneficio fiscale a tutte le professioni sanitarie, nel rispetto del principio di equità e senza creare gerarchie tra ruoli ugualmente indispensabili.
«Un’azione in tal senso – conclude il Presidente – avrebbe un forte valore politico e istituzionale, sarebbe sostenibile dal punto di vista economico e renderebbe la Puglia una Regione apripista alivello nazionale, capace di restituire dignità, riconoscimento e motivazione a tutti i professionisti sanitari».
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