Previdenza: la sede Enpapi ( Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica ) ANSA / UFFICIO STAMPA +++EDITORIAL USE ONLY+++
Roma. Si è concluso presso il Tribunale Penale di Roma il primo grado di giudizio relativo al procedimento che vedeva coinvolte alcune esponenti dell’Enpapi, l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica.
Il Giudice Dott.ssa Silvia Romeo ha emesso sentenza di condanna a quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, nei confronti della vice presidente di ENPAPI E.G., della consigliera di CdA M. A. e della consigliera del CIG J. G.
Nel medesimo procedimento, una delle imputate, N. A., è stata assolta.
Per un’altra posizione, l’imputata ha scelto di non aderire al rito abbreviato optando per il rito ordinario: per lei il procedimento proseguirà con il dibattimento completo, con udienza rinviata a data successiva.
Il reato contestato.
Alle imputate era contestato il reato di falso in atto pubblico commesso da privato, ai sensi dell’art. 483 del Codice Penale, in relazione agli articoli 46, 47 e 75 del DPR 445/2000. Secondo l’impostazione accusatoria, le condotte riguarderebbero autocertificazioni relative al possesso di requisiti professionali necessari per la candidatura e l’amministrazione dell’ente previdenziale in occasione delle elezioni del 2020.
Le motivazioni e i prossimi sviluppi.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, come previsto dalla normativa processuale.
Il procedimento non è ancora giunto a una conclusione definitiva: le imputate, infatti, restano assistite dal principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile, secondo quanto stabilito dall’ordinamento giuridico italiano.
Il caso proseguirà quindi nei successivi gradi di giudizio per le posizioni ancora aperte e, potenzialmente, anche per le eventuali impugnazioni delle parti coinvolte.
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