Ricciardelli: «Serve una posizione unitaria per riconoscere l’Emergenza-Urgenza come quarta macro-area dei LEA e garantire equità assistenziale in tutta Italia».
ROMA – La frammentazione tra società scientifiche, organizzazioni sindacali e rappresentanze professionali rischia di indebolire ulteriormente il sistema dell’Emergenza-Urgenza italiana, compromettendo il riconoscimento di una figura professionale considerata strategica per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. È il monito lanciato dalla FIMEUC (Federazione Italiana Medici Emergenza Urgenza e Catastrofi), che invita tutti gli attori del settore a superare le divisioni e a costruire una visione condivisa per il futuro dell’assistenza sanitaria in emergenza.
L’appello arriva in un momento di forte dibattito sulle possibili riforme del sistema, anche alla luce della proposta di legge avanzata dal presidente della SIS 118, Mario Balzanelli. Secondo FIMEUC, senza una posizione comune e autorevole da parte delle principali società scientifiche, il rischio è quello di assistere a interventi legislativi frammentati, incapaci di garantire uniformità e sviluppo all’intero comparto.
Ricciardelli: «L’unità scientifica è la chiave per il futuro».
A ribadire la necessità di una strategia condivisa è la dottoressa Adelina Ricciardelli, che richiama l’attenzione sull’importanza di una governance unitaria dell’Emergenza-Urgenza.
«L’evoluzione del sistema passa inevitabilmente attraverso un’unità scientifica e il riconoscimento definitivo dell’Emergenza-Urgenza all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza», afferma Ricciardelli. «Il documento intersocietario del 16 giugno ha evidenziato la necessità di governare i cambiamenti attraverso un modello organizzativo strutturato, capace di evitare riforme parziali, localistiche o prive di una visione complessiva».
Secondo la dirigente FIMEUC, è fondamentale che le società scientifiche convergano su una posizione comune, autorevole e istituzionalmente forte, in grado di orientare il legislatore verso scelte realmente efficaci per il sistema sanitario pubblico.
Una rete integrata tra territorio, ospedali di comunità e ospedali per acuti.
La Federazione evidenzia come il superamento delle attuali criticità richieda una piena integrazione tra i diversi livelli assistenziali: dalla rete territoriale agli ospedali di comunità, fino ai presidi ospedalieri per acuti.
In questo scenario, il sistema dell’Emergenza-Urgenza dovrebbe rappresentare il punto di raccordo tra tutte le strutture sanitarie, garantendo continuità assistenziale, appropriatezza degli interventi e uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.
La proposta: l’Emergenza-Urgenza come quarta macro-area dei LEA.
Tra le priorità indicate da FIMEUC emerge con forza la richiesta di inserire formalmente l’Emergenza-Urgenza nei Livelli Essenziali di Assistenza come “quarta macro-area”, affiancandola alle tre aree già esistenti: assistenza sanitaria collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.
Per la Federazione, questo riconoscimento rappresenterebbe un passaggio decisivo per consolidare il sistema e garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
I vantaggi sarebbero molteplici:
- finanziamenti dedicati e non soggetti a rimodulazioni regionali;
- standard assistenziali uniformi in tutte le regioni italiane;
- definizione di dotazioni organiche minime per medici e infermieri;
- percorsi formativi omogenei;
- maggiore stabilità organizzativa e gestionale;
- riduzione delle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure urgenti.
FIMEUC: «Serve un coordinamento permanente».
La Federazione sottolinea inoltre come la dispersione delle posizioni tra associazioni professionali e scientifiche finisca per indebolire la capacità di confronto con il legislatore nazionale.
Per questo motivo viene proposta la creazione di un coordinamento intersocietario permanente, con il compito di elaborare un manifesto programmatico condiviso che individui obiettivi, priorità e strategie comuni per il rilancio dell’Emergenza-Urgenza.
Secondo FIMEUC, il riconoscimento della quarta macro-area dei LEA non può più essere rinviato e deve diventare il punto di partenza di qualsiasi futura riforma del settore.
«I professionisti della salute pubblica – conclude la Federazione – attendono da troppo tempo risposte concrete. È arrivato il momento di superare divisioni e particolarismi per costruire un sistema dell’Emergenza-Urgenza più forte, omogeneo ed efficace al servizio dei cittadini».
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