Con l’avvicinarsi del periodo estivo, l’Azienda Sanitaria Locale di Imola si prepara a una significativa riduzione dei servizi, che sta già sollevando forti preoccupazioni tra i sindacati. Dal 1° giugno al 30 settembre, oltre al consueto rallentamento dell’attività chirurgica e alla riduzione dei posti letto, l’Ausl ha annunciato lo stop dell’ambulanza ‘Imola 42’, un provvedimento che, secondo Giuseppe Rago, coordinatore locale della Uil, lascerà il “territorio sguarnito”.
L’ambulanza ‘Imola 42’ ha una storia travagliata: introdotta a dicembre 2022 per supportare i due mezzi già operativi nel circondario, è stata più volte costretta ai box per carenza di personale infermieristico. L’ultima interruzione risale a metà dicembre 2024, con un rientro in servizio solo lo scorso 17 febbraio. Ora, con l’inizio delle ferie estive, il mezzo tornerà fermo, un taglio che, secondo Rago, avrà un impatto diretto sui “tempi di intervento” dell’emergenza territoriale del 118.
“Potrebbe tranquillamente essere attiva utilizzando, come abbiamo ampiamente specificato in passato, dotandola di un equipaggio formato da due autisti a cui si affiancherebbe l’auto medica con infermiere e medico a bordo”, protesta Rago, criticando la direzione che “predilige sguarnire il territorio” nonostante le richieste reiterate della Uil e di forze politiche come Fratelli d’Italia e Lega.
La questione dell’ambulanza è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più radicato: la cronica carenza di personale all’interno dell’Ausl. Rago porta all’attenzione delle vertici aziendali le numerose assenze non sostituite tra infermieri e operatori socio-sanitari. A questo si aggiunge l’annoso problema dello smaltimento delle ferie arretrate dei dipendenti.
“Il personale nel 2024 ha sempre potuto usufruirne in misura ridotta a quelle maturate”, ricorda il sindacalista. Gli infermieri, ad esempio, hanno maturato in media 52,62 giorni di ferie, ma ne hanno usufruito solo per 31,6, residuandone 21,02. Situazione analoga per gli operatori socio-sanitari, con una media di 13,88 giorni residui dal 2024, che vanno a sommarsi agli arretrati degli anni precedenti.
Questa situazione non solo compromette la qualità dei servizi offerti ai cittadini, ma genera anche un ulteriore sovraccarico per il personale, già sotto pressione. La Uil di Imola lancia un chiaro allarme in vista di un’estate che si preannuncia critica per la sanità locale, chiedendo interventi urgenti per garantire i livelli essenziali di assistenza.
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