Le segreterie aziendali e la RSU lanciano l’allarme sulla grave carenza di personale: minacciato lo stato di agitazione se non arriveranno risposte concrete entro una settimana.
Una situazione al limite.
La tensione cresce all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico “Giovanni XXIII” di Bari. A seguito di una convocazione d’urgenza, le sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, FIALS, NURSIND e la RSU hanno espresso profonda preoccupazione per lo stato in cui versa l’Ospedale Pediatrico.
Dall’analisi congiunta è emerso un quadro critico: la cronica carenza di personale, che affligge l’intero Policlinico di Bari, colpisce duramente anche la struttura pediatrica, coinvolgendo tutte le figure professionali — sanitarie, tecniche, amministrative e di supporto.
Rischi per pazienti e operatori.
Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, la situazione attuale ha reso le condizioni di lavoro insostenibili. Le organizzazioni sindacali sottolineano come questo scenario comporti conseguenze gravi e dirette:
- Aumento del rischio clinico e assistenziale.
- Compromissione della qualità delle prestazioni erogate ai cittadini.
- Carichi di lavoro incompatibili con i livelli minimi di sicurezza.
- Ripercussioni negative sul benessere psicofisico degli operatori sanitari.
L’ultimatum alla Direzione.
Le sigle sindacali ritengono ormai improrogabile un intervento straordinario da parte della Direzione Strategica, volto a potenziare gli organici e a garantire la sicurezza delle cure.
È stata quindi inviata una formale richiesta all’Azienda, che dovrà fornire un riscontro concreto e documentato entro 7 giorni. In assenza di risposte adeguate entro tale termine, i sindacati e la RSU hanno già annunciato la volontà di proclamare lo stato di agitazione del personale, attivando tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori e del diritto costituzionale a un’assistenza sanitaria di qualità.
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