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19 Gen 2026, Lun

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Con l’avvicinarsi della stagione estiva, l’Isola d’Elba si prepara ad accogliere milioni di turisti, ma l’entusiasmo della stagione si scontra con una crescente crisi che sta mettendo a rischio un servizio essenziale: l’assistenza sanitaria. L’ospedale di Portoferraio è in piena emergenza, con un’emorragia di infermieri che lasciano l’isola a causa di condizioni lavorative insostenibili e, soprattutto, la cronica mancanza di alloggi a prezzi accessibili.

La denuncia arriva forte e chiara dal NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, per voce di Katia Filomena Albano, segretaria territoriale della provincia di Livorno, che dipinge un quadro drammatico. Attualmente, mancano 15 infermieri su un organico di circa 200 unità. Un’emorragia iniziata già a maggio, con ben 22 tra dimissioni e trasferimenti, solo parzialmente colmata da assunzioni temporanee. Il risultato è un personale rimanente costretto a “fare i salti mortali” per garantire i turni e l’assistenza.

Il problema più pressante, e forse il più emblematico di questa crisi, è la difficoltà nel trovare alloggi accessibili. Come spiega Albano, “Gli infermieri, per la maggior parte non elbani, vengono letteralmente sfrattati dalle case in affitto per lasciar spazio ai turisti, a prezzi molto più alti”. Questa dinamica, tipica delle località turistiche, assume qui contorni drammatici. Molti professionisti sanitari si trovano senza un tetto, costretti a soluzioni estreme: pendolare quotidianamente da Piombino, affrontando le incertezze dei trasporti marittimi, o addirittura ad arrangiarsi dormendo negli spogliatoi o nei reparti stessi dell’ospedale.

Una “casa per infermieri” con 15 posti, donata e attivata in passato, potrebbe rappresentare una soluzione, ma l’accesso è purtroppo limitato a un solo mese, insufficiente a risolvere un problema che si protrae per l’intera stagione e oltre.

A peggiorare la situazione, la mancanza di incentivi economici adeguati. La Regione Toscana non ha ancora recepito una direttiva che prevede un incentivo di 35 euro per le ore di lavoro aggiuntive, con tassazione agevolata al 15%. Gli incentivi attuali sono considerati “irrisori” dal sindacato: “Per un turno di 6 ore offrono un gettone di 75 euro, poco più di 6 euro l’ora, un compenso lontano anni luce da quello riconosciuto ad altre figure sanitarie come i medici”. Questa disparità di trattamento contribuisce al senso di abbandono e frustrazione tra gli infermieri.

La carenza di personale e la difficoltà di reperire nuove unità costringono l’azienda sanitaria a ricorrere a soluzioni di emergenza, come l’utilizzo di personale di altri reparti per coprire le pronte disponibilità in sala operatoria. Questa pratica, seppur necessaria, solleva preoccupazioni sulla formazione e l’adeguatezza del personale in ruoli per i quali potrebbe non essere specificamente preparato, esponendo a rischi la qualità dell’assistenza offerta ai pazienti.

La situazione all’ospedale di Portoferraio è un campanello d’allarme per l’intera Isola d’Elba. Senza un intervento strutturale e una risposta concreta da parte delle istituzioni e delle amministrazioni locali, la qualità dell’assistenza sanitaria è destinata a compromettersi ulteriormente. Gli infermieri, pilastri fondamentali del sistema sanitario, continuano a sentirsi trascurati e costretti a “fuggire” da un’isola che, paradossalmente, si affida a loro per la salute dei propri residenti e dei milioni di turisti che la visitano ogni anno. La questione resta aperta e la sua risoluzione è ormai un’urgenza indifferibile.

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