Valle attacca la Giunta Cirio e annuncia un’interrogazione: «Una scelta incomprensibile mentre ospedali e servizi continuano a soffrire una grave carenza di personale».
Una graduatoria già approvata, 210 professionisti dichiarati idonei, ospedali e servizi territoriali che continuano a chiedere personale. E, dall’altra parte, appena 18 assunzioni che la Regione Piemonte avrebbe autorizzato per l’Asl Città di Torino. Il condizionale, almeno per il momento, resta obbligatorio: la cifra non compare ancora in un atto pubblico regionale ed emerge dalle informazioni che alcuni candidati sostengono di aver ricevuto dopo essersi rivolti agli uffici competenti.
A sollevare politicamente il caso è Daniele Valle, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris, che annuncia la presentazione di un’interrogazione per conoscere numeri, risorse e prospettive reali di scorrimento della graduatoria.
Il nodo dei numeri e il documento di Azienda Zero.
Il dato certo è contenuto nei documenti di Azienda Zero. La graduatoria finale relativa all’Asl Città di Torino è stata approvata il 13 maggio 2026 e comprende esattamente 210 candidati idonei. Il concorso regionale era stato formalmente bandito per 18 posti complessivi, uno per ciascuna Azienda sanitaria aderente, ma ha prodotto graduatorie distinte sulla base dell’azienda scelta dai partecipanti. Quella torinese parte dal primo classificato e arriva fino alla posizione numero 210.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto il numero iniziale dei posti messi a concorso, ma soprattutto l’utilizzo successivo di un elenco già formato, costato mesi di procedure, prove, commissioni e lavoro amministrativo. Una graduatoria composta da centinaia di infermieri pronti a entrare nel sistema sanitario rappresenta una risposta immediatamente disponibile alla carenza di personale: se lo scorrimento dovesse davvero fermarsi a 18 unità, ne resterebbero fuori quasi duecento.
«Apprendiamo con forte preoccupazione le segnalazioni provenienti dagli idonei del concorso per infermieri dell’Asl Città di Torino. Secondo quanto riferito da alcuni candidati, dopo i contatti avuti con gli uffici competenti, la Regione avrebbe autorizzato l’assunzione di appena 18 infermieri, nonostante una graduatoria composta da oltre duecento idonei», commenta Daniele Valle.
«Se questa informazione fosse confermata, saremmo di fronte a una decisione incomprensibile. Da mesi il centrodestra sostiene di investire sul personale sanitario e di voler contrastare la carenza di infermieri. Prima emana una circolare che viene interpretata come una sospensione delle nuove procedure di assunzione, poi ne smentisce il contenuto. Infine, quando esiste una graduatoria già pronta dalla quale è possibile attingere, le assunzioni si fermerebbero a numeri del tutto insufficienti».
Lo scontro politico sulle assunzioni in sanità.
Il riferimento è allo scontro politico esploso all’inizio di luglio, quando una nota inviata alle Aziende sanitarie piemontesi aveva chiesto una ricognizione del personale, dei fabbisogni e delle procedure di reclutamento. Il Partito Democratico aveva denunciato un sostanziale rallentamento delle assunzioni, mentre la Regione aveva replicato sosteniendo che non esisteva alcun blocco generalizzato e che l’obiettivo era semplicemente verificare la distribuzione delle risorse e programmare gli inserimenti sulla base delle necessità effettive.
L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva parlato di una «ricognizione straordinaria», ricordando che dal 2019 gli organici del Servizio sanitario piemontese sarebbero cresciuti complessivamente di 4.200 unità, 2.260 delle quali inserite dal giugno 2023. Per la Giunta Cirio, quindi, la frenata delle assunzioni sarebbe soltanto una ricostruzione politica priva di fondamento.
La fotografia dei sindacati: gli infermieri crescono solo dell’1,8%.
I numeri relativi alla sola professione infermieristica, però, restituiscono un quadro ben diverso. In un’analisi diffusa da Nursing Up e Nursind, elaborata sui dati dell’Osservatorio regionale e aggiornata al marzo 2026, emerge chiaramente la sproporzione tra i reparti:
- Dirigenza sanitaria: +14%
- Medici: +8%
- Operatori sociosanitari (OSS): +7%
- Amministrativi: +5%
- Infermieri: +1,8% (passati da 21.213 a 21.606 unità, appena 393 in più)
Secondo i sindacati, in Piemonte operano oggi circa 2,41 infermieri per ogni medico (l’obiettivo ideale sarebbe tre a uno), a fronte di circa mille pensionamenti all’anno che rischiano di non essere coperti dal turn-over, aggravando le assenze per malattia e ferie e scaricando la pressione sui reparti attraverso turni massacranti e straordinari.
Il nuovo bando e gli interrogativi aperti.
Il quadro si complica ulteriormente osservando il nuovo concorso pubblicato da Azienda Zero per 331 posti da infermiere a tempo indeterminato (con scadenza il 6 agosto 2026), nel quale sono indicati soltanto cinque posti per l’Asl Città di Torino e uno per la Città della Salute e della Scienza.
Da qui la domanda inevitabile sollevata dai rappresentanti politici: perché avviare un’altra procedura indicando cinque posti per l’Asl torinese mentre non è ancora chiaro fino a quale posizione sarà utilizzata la graduatoria di maggio? E quanti infermieri servono davvero all’azienda sanitaria della città?
«Presenteremo un’interrogazione per fare piena luce sulla vicenda e per verificare se realmente manchino le risorse necessarie ad assumere infermieri di cui gli ospedali e servizi hanno urgente bisogno», conclude Valle. La questione sbarcherà dunque in Consiglio regionale, dove la Giunta sarà chiamata a fornire risposte numeriche certe su carenze, autorizzazioni, costi e tempi di scorrimento della graduatoria.
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