Dopo anni di battaglie legali e stallo burocratico, arriva una svolta decisiva per gli infermieri impegnati nella formazione universitaria. La sentenza del Tribunale di Firenze del 20 febbraio 2026 ha finalmente fatto chiarezza su una vicenda che si trascinava da tempo: il mancato compenso per le attività di insegnamento nei corsi di laurea delle professioni sanitarie.
La vicenda: anni di insegnamento senza retribuzione.
Il caso, sollevato dall’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) Firenze-Pistoia, riguarda numerosi professionisti che hanno svolto regolarmente lezioni e attività didattiche negli anni passati senza tuttavia ricevere i pagamenti dovuti.
Nonostante la messa in mora inviata nel luglio 2023 a tutti gli enti coinvolti — dall’Università di Firenze alle Aziende Ospedaliere (Careggi e Meyer), fino alla ASL Toscana Centro e alla Regione — i professionisti si sono scontrati con un muro di silenzio. Anche il tentativo di conciliazione presso l’Ispettorato del Lavoro nel 2024 si era concluso con un nulla di fatto.
Il “rimpallo” delle responsabilità e la sentenza.
Di fronte ai decreti ingiuntivi ottenuti dagli infermieri, le amministrazioni avevano risposto con opposizioni legali, innescando un classico gioco di scaricabarile:
- Gli Enti Sanitari attribuivano la competenza del pagamento all’Ateneo.
- L’Università indicava come responsabili le aziende sanitarie o la Regione.
Il Tribunale di Firenze ha messo fine a questa incertezza stabilendo un principio chiaro: il soggetto tenuto a corrispondere i compensi per le docenze è l’Università degli Studi di Firenze.
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