Il camice bianco è da sempre il simbolo della professione medica, ma una recente ricerca solleva un dubbio inquietante: e se proprio quegli indumenti fossero un veicolo per le infezioni ospedaliere? Uno studio condotto presso l’UPMC Presbyterian di Pittsburgh, pubblicato a gennaio 2026, rivela che oltre l’80% delle maniche degli operatori sanitari ospita colonie batteriche.
I numeri della contaminazione: oltre 8 maniche su 10 a rischio
La ricerca, guidata dalla dottoressa Maria F. Sanes Guevara, ha analizzato 280 campioni prelevati dalle divise di medici e infermieri. I risultati non lasciano spazio a interpretazioni:
- 81% delle maniche lunghe presentava crescita batterica.
- 21% dei campioni ospitava patogeni potenzialmente pericolosi.
- Tra i microrganismi isolati spicca lo Staphylococcus aureus, noto per la sua resistenza e per la capacità di causare infezioni gravi.
Un dato sorprendente riguarda la velocità di contaminazione: anche gli indumenti appena lavati mostrano una carica batterica significativa dopo poche ore di utilizzo.
Il “nemico” inaspettato: attenti alla giacca in pile
Non tutti i tessuti si comportano allo stesso modo. Lo studio ha evidenziato come i materiali sintetici siano i preferiti dai batteri:
| Tessuto | Percentuale di contaminazione da patogeni |
|---|---|
| Pile | 41% (Il più ospitale per i batteri) |
| Sintetici non pile | 32,8% |
| Cotone | 24,1% (Il più sicuro) |
Il pile, spesso scelto dal personale sanitario per il comfort termico negli ospedali, si è rivelato la scelta meno igienica, agendo come una vera e propria spugna per i microrganismi.
La strategia “Bare Below the Elbows” (nudi sotto i gomiti).
Nel Regno Unito, il protocollo è chiaro da tempo: “Bare below the elbows”. L’indicazione è semplice: braccia scoperte dal gomito in giù, niente orologi, niente anelli.
“Un semplice gesto come rimboccarsi le maniche potrebbe fare la differenza nella lotta contro le infezioni nosocomiali” – ha dichiarato Fabio Beatrice, Primario Emerito a Torino e membro del Board Scientifico del MOHRE.
Rinunciare alle maniche lunghe permette non solo di ridurre la superficie contaminata, ma facilita una disinfezione delle mani più profonda, che arrivi fino ai polsi.
Come proteggere i pazienti: le buone pratiche.
Sebbene non ci sia ancora una prova diretta del passaggio del batterio dalla manica al paziente, il rischio potenziale è troppo alto per essere ignorato, specialmente nei reparti ordinari dove (paradossalmente) i controlli sono meno rigidi rispetto alle terapie intensive.
Per minimizzare i rischi, gli esperti consigliano:
- Arrotolare le maniche o utilizzare divise a manica corta.
- Rimuovere gioielli e orologi durante le ore di servizio.
- Prediligere il cotone rispetto ai materiali sintetici.
- Usare camici monouso in situazioni di alta fragilità del paziente.
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