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8 Mar 2026, Dom

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Il dibattito professionale, specialmente nell’era dei social network, è linfa vitale per la crescita della nostra categoria. Tuttavia, è necessario fare chiarezza su un punto cardine: il dissenso è un diritto, la diffamazione è un illecito.

La libertà di espressione è un pilastro garantito dalla Costituzione, ma il suo esercizio deve sempre armonizzarsi con il rispetto della dignità dell’istituzione ordinistica e delle regole deontologiche che ci uniscono.

La critica come valore, non come attacco.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche e la FNOPI riconoscono e tutelano il diritto di ogni iscritto a esprimere opinioni e critiche. Sotto il profilo disciplinare, però, non rileva mai il “cosa” si dice (il contenuto del dissenso), ma il “come” lo si dice (la forma dell’esposizione).

La giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) è concorde: la critica può essere severa e pungente, ma non deve mai scadere nell’attacco personale o nella delegittimazione gratuita dell’ente.

I 3 pilastri della critica legittima.

Perché un commento o un post sui social sia considerato esercizio legittimo del diritto di critica, devono sussistere tre condizioni fondamentali:

  1. Base Fattuale: La critica deve poggiare su fatti reali e verificabili. Non c’è spazio per notizie false o manipolate.
  2. Pertinenza: Le affermazioni devono essere strettamente funzionali al tema trattato e di interesse per la comunità professionale.
  3. Continenza (Correttezza): Il linguaggio deve essere proporzionato. Anche un giudizio “duro” deve mantenere un tono civile, evitando insulti o espressioni denigratorie.

L’appartenenza a un Ordine comporta doveri di lealtà. Il prestigio dell’istituzione è un bene comune che ogni iscritto è chiamato a preservare.

Social Network: il web non è una “Zona Franca”.

Spesso si cade nell’errore di pensare che i social siano spazi privati dove tutto è permesso. Al contrario, la giurisprudenza disciplinare ribadisce che sui social è richiesto lo stesso standard di correttezza previsto nei contesti professionali fisici.

  • Sì al confronto sui contenuti: è legittimo dissentire da decisioni politiche, scelte organizzative o delibere ordinistiche.
  • No agli attacchi alle persone: Sono inammissibili insulti, insinuazioni sulla correttezza dell’Ordine o giudizi che ne compromettano il prestigio senza alcun fondamento.

La critica costruttiva è uno strumento che rafforza la professione infermieristica e spinge l’Istituzione a migliorare. Al contrario, la comunicazione denigratoria ne mina la credibilità sociale e può portare a conseguenze disciplinari.

Esprimersi in modo responsabile e documentato non è un limite alla libertà, ma la massima espressione di una professionalità matura e consapevole.

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