La vicenda dei cosiddetti “diplomifici” per Operatori socio sanitari (OSS) nel Lazio si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Il TAR del Lazio ha infatti sospeso il provvedimento con cui la Regione Lazio aveva revocato l’accreditamento all’Associazione Graffiti ETS, consentendo così all’ente di riprendere temporaneamente le proprie attività.
La decisione, arrivata dopo l’udienza del 14 aprile 2026, permetterà all’associazione di continuare a operare almeno fino al 3 dicembre 2026, data fissata per il giudizio di merito. Una svolta importante in una vicenda complessa che intreccia profili penali e amministrativi.
Tutto ha avuto inizio con l’operazione Magic Oss, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura, che ha acceso i riflettori su un presunto sistema illecito legato alla formazione degli OSS. Secondo gli investigatori, attraverso alcune strutture con sede tra Velletri e Latina, sarebbero stati rilasciati diplomi e attestati senza il regolare svolgimento dei corsi e dei tirocini obbligatori, a fronte di pagamenti da parte degli iscritti.
Nel dicembre 2024 erano scattati anche gli arresti domiciliari per alcuni dei soggetti coinvolti, poi revocati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri, Emiliano Picca, che ha dichiarato nulla l’ordinanza cautelare nella parte relativa alle misure restrittive.
Parallelamente all’inchiesta penale, la Regione Lazio aveva adottato una linea dura, sospendendo tutte le attività formative dell’associazione, bloccando il rilascio degli attestati e avviando la revoca degli accreditamenti, oltre a chiedere la restituzione di fondi pubblici percepiti.
Una sospensione che, però, si è rivelata problematica sotto il profilo amministrativo. Già nell’ottobre 2025, il TAR del Lazio aveva chiarito che non è possibile disporre sospensioni “a tempo indeterminato”: o si sospende per un periodo limitato, oppure si revoca definitivamente, se ne ricorrono i presupposti. I provvedimenti regionali erano stati quindi considerati “ibridi” e destinati a perdere efficacia dopo dodici mesi.
Nonostante ciò, la Regione ha successivamente proceduto con la revoca formale dell’accreditamento. Da qui il nuovo ricorso dell’associazione, che ha portato all’ultima decisione del TAR.
I giudici amministrativi hanno ritenuto sussistenti sia il cosiddetto fumus boni iuris, cioè la fondatezza preliminare del ricorso, sia il periculum in mora, ovvero il rischio di un danno grave e immediato per l’ente. Un elemento che ha inciso nella valutazione è stato anche il percorso di “self cleaning” avviato dall’associazione, ritenuto, almeno in questa fase, idoneo a ridurre i rischi contestati.
Di fatto, l’associazione potrà ora riprendere i corsi e il rilascio degli attestati, che tornano ad avere efficacia, in attesa della pronuncia definitiva.
Resta però aperta la questione di fondo. Il caso dei diplomifici OSS non riguarda solo un singolo ente, ma tocca un tema più ampio e delicato: quello della qualità della formazione sanitaria e della tutela dei cittadini. Da un lato, la necessità di contrastare eventuali irregolarità e truffe; dall’altro, l’obbligo per la pubblica amministrazione di agire nel rispetto delle regole e delle garanzie giuridiche.
Sarà il giudizio di merito a stabilire se la revoca fosse legittima o meno. Nel frattempo, il caso continua a far discutere e rappresenta un precedente destinato ad avere ripercussioni su tutto il sistema della formazione degli OSS in Italia.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanità – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it –LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Share this content:
