C’è un filo invisibile che unisce le corsie di un ospedale, i corridoi di una RSA e le scrivanie degli uffici amministrativi della sanità. È un filo fatto di resistenza, multitasking estremo e una dose infinita di dedizione. Oggi, vogliamo fermarci un istante per dire “grazie” a chi questo filo lo tiene stretto ogni giorno: le mamme della sanità.
Una doppia missione, ogni singolo giorno.
Fare la mamma è, di per sé, un lavoro a tempo pieno. Farlo mentre si ricopre un ruolo nel mondo della salute significa gestire un carico emotivo e fisico che pochi riescono a immaginare.
Parliamo delle infermiere e delle OSS, che passano ore in piedi a donare conforto, per poi tornare a casa e trasformarsi in porto sicuro per i propri figli. Pensiamo alle dottoresse e alle tecniche, che prendono decisioni vitali sotto pressione, portando spesso con sé, fin sulla porta di casa, i pensieri per quel paziente che non migliora.
Ma la macchina della cura non funzionerebbe senza tutte le altre:
- Le ostetriche, che aiutano altre donne a diventare madri mentre magari saltano la recita scolastica dei propri figli per assistere a un parto urgente.
- Le fisioterapiste, che donano mobilità e speranza con la forza delle loro mani.
- Le addette alle pulizie, che garantiscono la sicurezza e l’igiene, silenziose custodi della nostra salute.
- Le amministrative, che districano nodi burocratici affinché tutto il sistema possa continuare a girare.
L’arte dell’equilibrio (quasi) impossibile.
Sappiamo che la realtà non è sempre una fotografia da pubblicità. Ci sono i turni di notte che rendono le mattine al parco un esercizio di sopravvivenza. Ci sono le chiamate in reperibilità che interrompono una cena in famiglia. C’è il senso di colpa, quel compagno scomodo, che bussa alla porta quando il lavoro chiama e i figli chiedono “perché te ne vai di nuovo?”.
Eppure, è proprio questa straordinaria capacità di cura a rendervi professioniste uniche. Chi sa consolare il pianto di un bambino o gestire il capriccio di un adolescente possiede un’intelligenza emotiva che, in corsia, si traduce in empatia, pazienza e umanità verso i pazienti.
Un augurio che è anche un riconoscimento.
Oggi non vogliamo farvi gli auguri “nonostante” il vostro lavoro, ma proprio per quello che siete. Siete l’esempio vivente di come la professionalità possa andare a braccetto con la tenerezza.
Alle mamme che hanno passato la notte a monitorare un battito cardiaco e la mattina a preparare zaini; a chi ha gestito un’emergenza amministrativa e poi è corsa a rimboccare le coperte: questo giorno è per voi.
Grazie per la vostra forza, per i vostri sacrifici invisibili e per il modo in cui rendete il mondo un posto più sano e più dolce.
Auguri a tutte le mamme della sanità!
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