La Regione frena sui concorsi pubblici per far fronte a un buco di bilancio stimato a 349 milioni di euro. Rabbia e protesta dei sindacati: “Sotto pressione il personale e a rischio le liste d’attesa”.
Il sistema sanitario pugliese si trova nuovamente al centro di una bufera finanziaria e occupazionale. A causa di un pesante disavanzo di bilancio, la Regione Puglia ha deciso di congelare e rinviare al 2027 i concorsi per circa 2.000 unità di personale tra infermieri e Operatori Socio-Sanitari (OSS), precedentemente programmati da Asl Bari e Asl Foggia.
I numeri della crisi: 349 milioni di disavanzo.
La manovra d’emergenza, varata dalla giunta regionale guidata da Antonio Decaro per contenere un deficit che nel solo 2025 ha toccato quota 349 milioni di euro (con un trend analogo previsto per il 2026), arriva dopo i richiami formali della Corte dei Conti sul costo del personale. La spesa complessiva ha infatti raggiunto i 2,031 miliardi di euro, superando i tetti previsti dai parametri nazionali e costringendo l’amministrazione a una revisione drastica del fabbisogno di organico.
Le prove pre-selettive già avviate in estate e i concorsi gestiti da Asl Bari e Foggia non vedranno la luce prima del 2027, con evidenti ripercussioni sulla programmazione delle piante organiche nelle strutture ospedaliere e territoriali.
L’ira dei sindacati: “Personale massacrato dai turni”.
La decisione ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni sindacali. Massimo Mincuzzi, segretario regionale della Fials, ha espresso forte preoccupazione per la tenuta complessiva del sistema, sottolineando che le carenze d’organico non possono essere collocate unicamente su prestazioni aggiuntive non adeguatamente remunerate.
“Le assunzioni di personale sanitario sono indispensabili per abbattere le liste d’attesa e garantire i turni. Chiediamo l’immediato riavvio dei concorsi: continuando così sarà difficile invertire la rotta.” — Massimo Mincuzzi (Fials)
I sindacati denunciano inoltre come il personale attualmente in servizio sia sottoposto a ritmi di lavoro massacranti, con il rischio concreto di compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini e l’efficacia delle misure messe in campo per la riduzione delle liste d’attesa.
Quali prospettive?
Mentre la Regione assicura che il dossier verrà riesaminato per valutare eventuali margini di manovra e rispettare i tetti di spesa imposti dal Patto per la Salute, la tensione rimane altissima. Il congelamento delle assunzioni, unito alla prospettiva di dover coprire i disavanzi con ulteriori manovre fiscali o addizionali, apre un autunno caldo per la sanità pugliese.
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