Presentato il 31 dicembre 2026 presso la Caritas di San Severo, nell’ambito del corso di formazione “Insieme ai Migranti”, il nuovo servizio ideato dal Distretto Socio Sanitario di San Severo (ASL Foggia) unisce prossimità territoriale, innovazione tecnologica e medicina narrativa.
Parlare di interventi socio-sanitari rivolti alle persone migranti significa, prima di tutto, confrontarsi con la distanza che spesso esiste tra ciò che affermiamo come principio e ciò che riusciamo concretamente a realizzare. Parliamo di diritto alla salute, inclusione, integrazione e uguaglianza nell’accesso ai servizi. Questi principi, tuttavia, acquistano valore soltanto quando riescono a tradursi in percorsi realmente accessibili, appropriati e capaci di incontrare le persone nella loro condizione concreta.
Per una persona migrante, accedere a un servizio sanitario o sociale può significare affrontare non soltanto una difficoltà linguistica, ma anche barriere burocratiche, culturali ed economiche, una conoscenza insufficiente dei servizi presenti sul territorio, condizioni di precarietà abitativa o lavorativa e, in alcuni casi, le conseguenze di esperienze traumatiche vissute prima, durante o dopo il percorso migratorio.
È proprio qui che siamo chiamati ad accorciare la distanza tra il dire e il fare. Non basta affermare che un servizio è aperto a tutti se alcune persone non possiedono gli strumenti necessari per raggiungerlo, comprenderne il funzionamento o utilizzarlo in maniera consapevole. L’universalità dei diritti richiede anche la capacità istituzionale e professionale di costruire concretamente le condizioni perché quei diritti possano essere esercitati.
Il modello organizzativo dello “Sportello del Migrante”.
Illustrato in occasione dell’evento formativo dalla Dott.ssa Carolina Villani (Coordinatrice Assistenti Sociali del DSS di San Severo) e dal Dott. Angelo Riky Del Vecchio (Infermiere magistrale, responsabile dell’Assistenza Sanitaria Internazionale del DSS e direttore di AssoCareNews.it) — e fortemente sostenuto dalla direttrice del Distretto, Dott.ssa Annamaria Gualano, insieme alla stretta collaborazione del dirigente medico Dott.ssa Paola Priore —, lo sportello rappresenta una risposta concreta e strutturata.

Ubicato strategicamente al pianterreno del Vecchio Ospedale di San Severo (c/o l’Ufficio Scelta e Revoca), il servizio è rivolto a tutti i migranti, intesi sia come cittadini stranieri in Italia (con codici STP ed ENI) sia come italiani all’estero.

Coordinate e Orari al Pubblico:
- Ubicazione: Vecchio Ospedale San Severo – Pianterreno
- Giorni e Orari:
- Martedì: ore 15.00 / 17.00
- Giovedì: ore 10.00 / 12.00
- Contatti: Tel. 0882 200577 | Email: dsssansevero@aslfg.it
- Governance e supporto operativo: Accanto alla direzione strategica e infermieristica, il servizio si avvale del supporto fondamentale di Dott. Vincenzo Padalino (Sanitaservice) e Sig. Michele Potenza (ASL Foggia), oltre alla costante sinergia con i Servizi Sociali.
Dopo una fase di sperimentazione iniziale durata tre mesi e basata su un’accoglienza a porte aperte, il modello ha registrato traguardi eccezionali: zero code, zero reclami e zero insoddisfatti, confermando l’altissimo gradimento da parte dell’utenza.
Integrazione, intelligenza artificiale e medicina narrativa.

Accorciare le distanze richiede di superare una lettura settoriale della domanda e di riconoscere la persona nella sua globalità: non soltanto come migrante, paziente o utente, ma come soggetto portatore di una storia, di risorse e di relazioni.
A tal proposito, il progetto introduce elementi all’avanguardia:
- Intelligenza Artificiale al servizio dell’umano. L’utilizzo di sistemi di IA permette di abbattere in tempo reale le barriere comunicative. Traduzioni istantanee, interpretariato avanzato e comprensione multilingue consentono a ogni utente di esprimere i propri bisogni nella madrelingua, trasformando la tecnologia in un ponte empatico anziché in un ostacolo burocratico.
- Medicina personalizzata e narrativa. La cura non si limita alla scelta di un trattamento clinico standardizzato. Integrare la valutazione medica con la narrazione della persona permette di comprendere il contesto sociale, lavorativo, culturale ed emotivo in cui il sintomo si manifesta. La narrazione non sostituisce la clinica, ma la completa, valorizzando le risorse che il paziente porta con sé.
- Mediazione linguistico-culturale qualificata. Non semplice traduzione letterale, ma uno strumento professionale per comprendere differenti modi di rappresentare la salute e la malattia, riducendo le incomprensioni e migliorando l’aderenza terapeutica.
Dire che è possibile. Fare perché lo sia davvero.

L’esperienza dello Sportello del Migrante di San Severo dimostra che l’accoglienza non deve restare un principio astratto, ma una pratica quotidiana organizzata, capace di integrare competenze sociali e sanitarie.
Perché, come ricordano i promotori del progetto, ogni corpo presenta dei sintomi, ma custodisce anche una storia: la competenza della cura consiste nel saper valutare gli uni senza perdere la complessità dell’altra.
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