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Esistono storie che riconciliano con il valore della sanità pubblica e la forza della cooperazione istituzionale. È il caso di un ragazzo di soli 13 anni, che ha percorso l’Italia da Sud a Nord per trovare una risposta a una diagnosi che sembrava non lasciare scampo: un raro e aggressivo tumore vascolare del basicranio.
Una corsa contro il tempo: il ponte aereo.
Il giovane paziente è arrivato a Varese in condizioni disperate, con una grave emorragia in corso. Il tumore, esteso dalle fosse nasali fino all’orbita e alla base cranica, metteva a rischio la sua vita minuto dopo minuto.
Per salvarlo si è attivata una macchina organizzativa imponente:
- Le Prefetture di Napoli e Varese per il coordinamento.
- L’Aeronautica Militare per il trasporto d’urgenza.
- Un’équipe anestesiologica dedicata che ha assistito il ragazzo durante il volo.
L’eccellenza della “Scuola Varesina”.
Ad accoglierlo, il reparto di Otorinolaringoiatria dell’ASST Sette Laghi, diretto dal Professor Maurizio Bignami. Varese è oggi un polo di riferimento nazionale per la chirurgia endoscopica avanzata, capace di trattare tumori complessi del basicranio anche in età pediatrica.
L’intervento: tecnologia e precisione.
Il successo clinico è stato il risultato di un approccio in due fasi:
- Embolizzazione: Il team di Neuroradiologia è intervenuto per ridurre l’apporto di sangue alla massa tumorale, limitando il rischio di nuove emorragie.
- Chirurgia Endoscopica Endonasale: Il giorno successivo, l’équipe del Prof. Bignami ha rimosso completamente la massa passando attraverso le cavità nasali, senza incisioni esterne, grazie alle tecniche d’avanguardia della scuola varesina.
Un successo del lavoro di squadra.
Oggi il ragazzo ha lasciato la Terapia Intensiva Pediatrica e sta iniziando il suo percorso di ripresa. Questo miracolo della medicina moderna non è il gesto di un singolo, ma il trionfo di un modello multidisciplinare.
”Dietro questo successo c’è un lavoro corale che coinvolge chirurghi, anestesisti, infermieri e reparti pediatrici. Una sanità che sa fare rete.”
Questa storia unisce idealmente Napoli e Varese, ricordandoci che quando competenza e umanità si incontrano, nessuna distanza è incolmabile e nessuna sfida è impossibile.

