La recente Relazione annuale del CNEL al Parlamento e al Governo ha acceso i riflettori su uno scenario preoccupante che interessa profondamente la sanità italiana, con ripercussioni dirette anche sulla professione infermieristica. Il documento, elaborato nel contesto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, valuta non solo la spesa e i risultati formali, ma l’impatto reale delle politiche pubbliche sul benessere sociale, economico e ambientale dei cittadini.
Un sistema sanitario sempre più in difficoltà.
Nonostante i continui annunci, il sistema sanitario nazionale (SSN) italiano mostra segni di cedimento. La spesa pubblica dedicata alla sanità si attesta al 74%, sotto la media europea del 77,3%, con un crescente ricorso dei cittadini alle strutture private: nel 2024 la spesa sanitaria privata ha raggiunto i 42,6 miliardi di euro, equivalente a un quarto del totale speso in sanità. Questo fenomeno è accompagnato da un aumento di persone, il 7,6%, che rinunciano alle cure per motivi economici, segnando una forte disuguaglianza nell’accesso ai servizi sanitari.
La soddisfazione degli utenti verso il SSN rimane bassa: solo il 48% esprime un giudizio positivo, ben al di sotto della media OCSE del 52% e lontano dai livelli dell’80% raggiunti da Paesi come Belgio, Svizzera e Lussemburgo. L’Italia si posiziona al 21° posto su 30 nazioni esaminate, ultima tra le grandi economie europee.
Ritardi e disuguaglianze.
La Relazione denuncia i ritardi nella realizzazione delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), soprattutto nella costruzione delle reti di prossimità, nella digitalizzazione e nell’innovazione tecnologica. Questi ritardi rischiano di compromettere la sostenibilità del sistema e l’accesso equo ai servizi, aggravando le disparità territoriali, di genere e socioeconomiche. Per esempio, in certe regioni come la Campania, la speranza di vita è inferiore di due anni rispetto alle regioni del Centro-Nord, e le differenze di salute tra persone con diverso livello di istruzione sono drammatiche.
La fuga degli infermieri: una crisi strutturale.
Uno dei problemi più gravi è la carenza di personale, in particolare di infermieri: il deficit rispetto alla media europea è di oltre 180mila unità. I motivi sono molteplici, tra cui le condizioni di lavoro, una retribuzione spesso giudicata inadeguata e la mancanza di incentivi per trattenere i professionisti nel pubblico. Molti giovani infermieri scelgono di emigrare o di passare nel privato, lasciando scoperti settori critici come i pronto soccorso e la medicina territoriale. Questo fenomeno mette a rischio la continuità e la qualità delle cure erogate.
L’investimento in formazione, valorizzazione professionale e miglioramento delle condizioni lavorative è essenziale non solo per garantire l’assistenza, ma anche per favorire l’innovazione e la riorganizzazione dei servizi sanitari.
Un quadro complesso che richiede interventi urgenti.
La Relazione CNEL richiama infine l’attenzione sulla necessità di incrementare la spesa pubblica sanitaria in modo efficace, di accelerare le riforme e di ridurre le disuguaglianze. Se queste sfide non saranno affrontate tempestivamente, il SSN rischia di compromettere la sua funzione di pilastro sociale fondamentale.
Nonostante le promesse di aumenti e nuove assunzioni da parte del Ministro Schillaci e delle Istituzioni, la realtà dei fatti indica un gap ancora molto ampio tra le esigenze di personale e la capacità del sistema di attrarre e mantenere professionisti qualificati, con un’alta pressione lavorativa e stipendi che non rispecchiano la complessità del ruolo.
L’analisi del CNEL offre un quadro chiaro di un sistema sotto pressione, dove la qualità delle cure e il benessere degli operatori sanitari si intrecciano con problemi di sostenibilità e equità che richiedono decisioni politiche coraggiose e mirate.
Fonti e approfondimenti: Relazione CNEL 2025, dati OCSE, PNRR, articoli di settore:
- https://www.creasanita.it/contributo-c-r-e-a-sanita-alla-relazione-annuale-sui-servizi-pubblici-2025/
- https://www.avvenire.it/attualita/la-sanita-italiana-sempre-piu-privata-e-un-quarto-della-spesa-totale_98308
- https://www.pensionaticisllazio.it/articolo-1743/cnel-solo-il-48-dei-cittadini-e-soddisfatto-del-ssn/
- https://ilmanifesto.it/sfascio-della-sanita-ai-privati-426-miliardi-allanno
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