FOGGIA – Non si placa la tensione attorno alla Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”. Dopo le recenti dichiarazioni in video del Direttore Generale Gino Gumirato, la risposta della FP CGIL non si è fatta attendere. Con una nota durissima firmata dal Segretario Generale Angelo Ricucci e dal Segretario Aziendale Lorenzo Palena, il sindacato respinge le narrazioni della direzione e sposta il focus sulla realtà vissuta dai dipendenti in corsia.
“Il Direttore Generale si dice deluso? I lavoratori lo sono di più”, attacca la sigla sindacale, sottolineando che la dignità dei professionisti e il rispetto dei contratti non possono essere oggetto di trattative virtuali.
Il nodo dei contratti: “Salari adeguati? Vanno sistemati”.
Il fulcro dello scontro risiede nel mancato recepimento dei rinnovi contrattuali. La FP CGIL sgombera il campo da quella che definisce una “distorsione della realtà”: stabilire se uno stipendio sia adeguato o meno non spetta a una valutazione soggettiva del management, ma alle tabelle della Contrattazione Collettiva Nazionale (CCNL).
Secondo il sindacato, bloccare gli aumenti dovuti e parlare contemporaneamente di “stipendi garantiti” rappresenta una violazione delle regole dello Stato di diritto. “La stabilità di un’azienda – si legge nella nota – non si misura sulla capacità di contenere i costi calpestando i contratti, ma sulla capacità di onorarli”.
Notificati i decreti ingiuntivi: l’azione legale dei lavoratori.
Sul fronte legale, la FP CGIL fa sapere che i decreti ingiuntivi sono già stati emessi e affidati agli ufficiali giudiziari per la formale notifica alla Fondazione. I tempi tecnici di consegna dipenderanno esclusivamente dalla burocrazia e dagli adempimenti di legge degli ufficiali stessi.
Dal sindacato ci tengono a precisare che non si tratta di un attacco personale o di un disegno politico, bensì di una “corale iniziativa di tutela legale”. Una risposta inevitabile da parte del personale sanitario per rivendicare i sacrifici e la professionalità dimostrati quotidianamente in corsia.
L’appello alle istituzioni e il richiamo alle origini di Padre Pio.
Nel comunicato, i segretari Ricucci e Palena richiamano anche le parole del Cardinale Parolin sullo “smarrimento dello slancio degli inizi”, evidenziando come la rigidità manageriale stia allontanando l’ospedale dai valori fondanti di carità ed eccellenza voluti da Padre Pio.
La FP CGIL lancia infine un appello formale alla Regione Puglia per un intervento deciso e concreto, che vada oltre le passate mediazioni e offra garanzie reali sia per il futuro della struttura ospedaliera che per la dignità salariale del personale.
“La Fondazione va avanti solo se i lavoratori camminano alla pari, non se vengono calpestati”, conclude la nota sindacale.
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