Nel campo delle emergenze sanitarie, ogni secondo guadagnato può fare la differenza tra la vita e la morte, specialmente quando si tratta di traumi con shock emorragico. Nasce da questa esigenza di tempestività il progetto innovativo “Blood on Board” (BoB), una rivoluzione nella gestione delle emergenze pre-ospedaliere che ha già dimostrato il suo valore in diverse regioni italiane.

Cos’è il Blood on Board?
Blood on Board è un sistema avanzato che prevede l’equipaggiamento degli elicotteri di elisoccorso con sacche di sangue e plasma fresco congelato, pronti all’uso sul luogo dell’incidente. Il sangue trasportato è principalmente di gruppo 0 negativo, universale e quindi compatibile con tutti i pazienti in emergenza, insieme a plasma e fattori della coagulazione come il fibrinogeno, essenziali per fermare le emorragie.
Queste sacche di emocomponenti sono conservate in contenitori termostabili, che mantengono la temperatura ideale tra 2 e 6 gradi centigradi, e dotate di sistemi per riscaldare il sangue prima della trasfusione, rendendo possibile la somministrazione immediata durante il soccorso.
Come funziona il BoB nella pratica?
Tradizionalmente, il paziente ferito con emorragia grave viene stabilizzato sul luogo e trasportato al più vicino ospedale dove può ricevere la trasfusione. Il progetto Blood on Board cambia radicalmente questo scenario: i medici e gli infermieri dell’elisoccorso possono somministrare il sangue in volo o direttamente sul posto, portando il sangue al paziente anziché il paziente al sangue.
Questa innovazione permette di risparmiare minuti vitali nel trattamento dell’emorragia, riducendo il rischio di esiti letali o invalidanti. Il sistema è nato da un know-how militare e si è sviluppato in ambito civile grazie alla collaborazione tra centri trasfusionali e servizi di emergenza territoriale.
Un aiuto concreto e già operativo in Italia.
Il progetto è attivo dal novembre 2020, con un’implementazione iniziale nella base dell’elisoccorso di Bergamo, dopo la quale si è esteso ad altre regioni come Emilia Romagna, Toscana e Puglia. La vicinanza strategica del centro trasfusionale alla base di elisoccorso di Bergamo ha facilitato il rapido avvio del servizio.
I medici e infermieri coinvolti nel progetto mantengono le sacche pronte all’uso durante il volo, e con il supporto di dispositivi riscaldanti riescono a preparare immediatamente la trasfusione, che si è rivelata efficace già in numerosi casi reali, contribuendo a incrementare la sopravvivenza delle vittime di traumi con shock emorragico di circa il 15%.
Il valore aggiunto e le prospettive future.
Il Blood on Board rappresenta un’importante evoluzione della rete trasfusionale italiana, integrando trasfusioni immediate nella catena dell’emergenza e sfruttando la rapidità dell’elisoccorso. Come affermato dagli ideatori del progetto, l’obiettivo è estendere questo servizio alle basi di elisoccorso di altre città come Milano, Brescia e Sondrio, con la prospettiva di coprire un’area sempre più vasta e salvare un numero crescente di vite.
Il progetto, reso possibile anche grazie al sostegno di fondazioni e iniziative editoriali, sottolinea l’importanza delle sinergie multidisciplinari tra servizi di emergenza, centri trasfusionali e istituzioni sanitarie per innovare e migliorare gli standard di cura preospedaliera.
Il Blood on Board è dunque un sistema salvavita che rende l’elisoccorso un vero e proprio pronto intervento trasfusionale, con un impatto concreto sull’efficacia e tempestività delle cure d’emergenza, aumentando notevolmente le possibilità di sopravvivenza e recupero pieno dei pazienti coinvolti in gravi traumi emorragici.
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