Alla cortese attenzione del Direttore di AssoCareNews.it
Egregio Direttore,
con la presente desidero portare alla Sua attenzione alcune riflessioni riguardanti la crescente presenza di infermieri stranieri in Italia, in particolare provenienti da paesi come Bulgaria, Albania, Romania, Venezuela e Cile. Essi si sono affermati come una componente significativa del sistema sanitario nazionale, in molte regioni del Nord, dove vengono spesso impiegati per colmare la carenza di personale.
È noto che numerosi infermieri stranieri scelgono di lavorare in Italia anche per la possibilità di ottenere salari che permettono loro investimenti nei paesi d’origine, come l’acquisto di immobili a costi accessibili. Pur riconoscendo la professionalità e l’impegno di questi operatori, è doveroso interrogarsi su come tale fenomeno influenzi le opportunità lavorative dei giovani italiani in cerca di impiego nel settore.
Pertanto, mi domando perché, se si rende necessaria l’importazione di personale sanitario, non si proceda contemporaneamente ad aumentare le possibilità di accesso alla formazione per gli aspiranti infermieri e medici italiani. Rimane un mistero se ciò derivi da disinformazione o da errate scelte politiche.
Desidero infine ribadire il mio disincanto rispetto al sistema politico attuale, che da oltre vent’anni non stimola in me la convinzione di poter incidere con il proprio voto sulle decisioni governative, percepite come casuali e poco trasparenti.
Confido che queste riflessioni possano contribuire a un dibattito più ampio e costruttivo.
In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Matteo Vasallucci, infermiere in pensione
Share this content:
