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8 Mar 2026, Dom

Confintesa Sanità replica a Filippo Anelli: “Infermieri, il problema non è l’eccesso di competenze, ma la mancanza di riconoscimento economico”.

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In merito al dibattito sollevato dalle recenti esternazioni del Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, riguardanti le presunte “troppe competenze” in via di attribuzione alla professione infermieristica, Confintesa Sanità ritiene doveroso intervenire per riportare la discussione su un piano di realtà e dignità professionale.

Le parole del dottor Anelli delineano uno scenario anacronistico, in cui l’evoluzione clinica e accademica di una intera categoria viene percepita come una minaccia anziché come una risorsa per il Servizio Sanitario Nazionale. Confintesa Sanità rigetta con fermezza l’idea che esista un limite superiore alla competenza di chi opera per la salute pubblica: il vero problema che affligge le corsie dei nostri ospedali non è il “troppo sapere”, ma l’enorme quantità di responsabilità avanzate che gli infermieri esercitano quotidianamente senza alcun corrispettivo economico o tutela giuridica adeguata.

Siamo stanchi di assistere a una narrazione che vorrebbe l’infermiere confinato in un ruolo di mera esecuzione, mentre nella pratica quotidiana è proprio questa figura a garantire la sopravvivenza del sistema, spesso supplendo a carenze organiche e organizzative con competenze che vanno ben oltre il mansionario contrattuale, ma che restano tristemente “regalate” alle aziende sanitarie.

Sulla questione è intervenuto il Vice Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, Alessio Minadeo, con una dichiarazione netta:

“Le posizioni espresse da Anelli riflettono una visione gerarchica che non ha più cittadinanza nella sanità moderna. Gli infermieri italiani affrontano ogni giorno responsabilità enormi, ma lo fanno con gli stipendi tra i più bassi d’Europa e sotto il peso di un demansionamento che toglie ossigeno alla professione. Dire che gli infermieri hanno troppe competenze è un paradosso quasi offensivo: la realtà è che si pretendono professionisti pronti a tutto, ma si nega loro il giusto inquadramento e la valorizzazione economica che quelle stesse competenze meriterebbero. Ogni passo avanti nella responsabilità clinica deve tradursi in un avanzamento contrattuale e salariale, non in un ulteriore carico di lavoro gratuito”.

Confintesa Sanità esprime inoltre il forte auspicio che la FNOPI, nel suo ruolo di ente sussidiario dello Stato e massima rappresentanza degli ordini infermieristici, prenda una posizione ferma e coraggiosa a difesa del decoro e dell’autonomia della categoria. È necessario che la Federazione risponda con forza a ogni tentativo di restaurazione di un modello medico-centrico sorpassato, rivendicando il valore sociale e scientifico dell’infermiere moderno.

Non permetteremo che il progresso della sanità italiana venga frenato da logiche di difesa corporativa. Il futuro del nostro SSN passa per l’integrazione delle competenze e il loro equo riconoscimento, non per la negazione del merito di chi, ogni giorno, sta al fianco del paziente.

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